
La canzone di Lucio Dalla mi ricorda un viaggio, l'odore di sigarette forti di mio padre, una pelliccia di volpe argentata di mia madre e una macchina fredda su cui ci spostavamo.
Mio padre ascoltava spesso Dalla e quel frame ha come soundtrack quella canzone.
Ero piccolo e amavo la mia famiglia, credevo che mia madre fosse la donna più forte del mondo, che mia sorella fosse la più bella di tutte, mio fratello il migliore compagno di giochi e mio papà qualcuno che mi avrebbe protetto e portato al luna park quando ne avevo voglia.
Gli step dell'adolescenza mi hanno fatto cambiare qualche idea...e oggi, oggi sono sempre nervoso con loro, forse incolpandoli di qualcosa che non ho ben chiaro e allora rispondo male.
Ma la notte, prima di addormentarmi chiedo scusa.
Mia sorella, Barbara, è l'unica stella che non ha mai perso luce, che non ho mai smesso di guardare per non perdermi.
Stasera eravamo sul letto a guardare la tv e Viola si è mossa, ha allungato la sua mano verso di me, spingendo da dentro la pancia di Barbara, così io le ho risposto appongiando la mia contro l'altra parte della stessa pancia.
Io e Viola abbiamo comunicato stasera.
Ho un quasi ragazzo e sento di volergli bene, di desiderare di stare con lui, anche se l'animale che c'è in me sbraita all'idea di vedersi costretto.
Ma lui mi fa trovare un pacchetto di marshmallow al mattino quando mi sveglio e io mi sento pieno di energia e capisco cosa hanno provato gli uomini che ho amato.
Ho bisogno di parlare a XxX, ci sono troppi problemi, troppe questioni che si accumulano e io non riesco più a fare finta di niente.
Forse diventa ingiusto.
Il 2007 inizia con il cuore che batte e la testa nella piena confusione.
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