domenica, dicembre 30, 2007

Sorry but I never told You, All I wanted to Say

Il 2007 si sta per concludere...ormai è questione di ore e tutto quello che è successo in questi 365 giorni, se ne va, si mette via in una bella scatola. Mi preparo per un nuovo anno, che sento, sarà bellissimo.

Una mattina ti svegli e vedi tutti i tetti bianchi. La notte ha portato la neve? No è solo il freddo che, silenzioso , si è impossessato dei colori, avido li ha coperti tutti. Ma lo spettacolo è senza prezzo.
Queste vacanze stanno per finire e mi sembra davvero volato il tempo, non ho fatto nulla di trascendentale, ma forse sono riuscito ad allentare la pressione sui nervi che ultimamente gridavano allarme.

Ho rivisto Larissa, in visita a Milano, con suo marito e il piccolo Sebastian. Eravamo a casa di Nicole, sua sorella e gli amici più cari sono arrivati uno ad uno. E' stato stranissimo vedere lei, la mia amica delle medie, la pazza fuori di testa che veniva sempre messa in castigo, la più bella e la più facile della scuola ora è diventata mamma, un po' ingrassata, coi capelli raccolti e le sopracciglia incolte. Ma il suo sguardo, non era mai lontano dal piccolo, non era mai troppo lontana da lui. E lì io ho ritrovato il miracolo dell'essere genitore, del legame di sangue, dell'amore incondizionato e ho sorriso, a lei che mi ha stretto forte e mi ha fatto ridere ricordando i vecchi tempi, fino a farmi venire i crampi alla pancia.
C'era anche Max, me l'aveva presentato 5 anni fa Larissa, in una delle sue breve visite a Milano, prima di ripartire per qualche parte del mondo. Io e lui avevamo legato, un legame particolare, non del tutto chiaro, io ovviamente mi ero preso una cotta per il suo essere così disordinatamente affascinante, artista, tormentato, musicista, poeta, pittore e tutto il resto. Lui mi voleva bene ma c'era qualcosa di più che poi ho capito stasera, quando andandosene mi ha preso con tutte e due le braccia e mi ha stretto fortissimo a sè. Lì ho capito che io e lui non eravamo semplici conoscenti. Ma il tempo è ormai lontano e lo spazio è troppo piccolo.

Venrdì al Divina mi sono divertito come un pazzo, avevo bevicchiato alla festa di compleanno di Daniele, sono arrivato solo, spogliandomi e rivestendomi in macchina come un ragazzino, ho ballato , ho scherzato, ho flirtato come uno stupido superficiale, e Luca, il ragazzo più bello di quest'estate a Gallipoli, mi ha preso il braccio, mi ha tirato verso di sè e con poche parole ci siamo baciati.
Mi piace.

Ieri era il compleanno di Andrea, abbiamo pranzato insieme, lui leggeva il giornale e io preparavo e parlavo con lui che sbirciava dagli angoli. Non so cosa sia successo in quella cucina, se il solito confuso tentativo di entrambi di nascondere qualcosa, o semplicemente un mio film in cui nn c'è altro che quello che si vede. Non lo so, ma ieri...

" Daniele mi ha chiesto di trascorrere la notte con lui..."
" Ma quando? "
" Quella sera che siamo andati a ballare insieme... "
" E tu cosa hai fatto? "
" Io ho detto di no "
" Perchè? "
" Perchè non mi va, perchè è un tuo amico "
" Lui fa sempre così, se sa che mi piace qualcuno , ci prova prima lui "

E io, lo so, avrei dovuto dire qualcosa, ma non ce l'ho fatta.
Gli ho dato il regalo che gli avevo comprato il giorno prima, lui era felice e mi ha abbracciato lentamente e mi ha tenuto lì qualche secondo.

martedì, dicembre 25, 2007

la cometa più luminosa

E' Natale, sono di passaggio in casa mia, dormirò infatti dai miei.
Sono stato a Messa con mia mamma, anche quest'anno, siamo tornati a casa fumando, stanchi per essere stati in piedi per più di un'ora, ma almeno io, col cuore sollevato.

Gesù è nato in una notte buia e silenziosa, in un periodo nero, senza speranza. Lui ha portato la Luce.

Questo ho ascoltato stasera, e su questo rifletto. Il buio non mi deve spaventare più.

La piccola Viola ha vissuto, inconsapevole, il suo primo Natale, guardando con gli occhi sgranati i tanti pacchetti solo per lei.
Guardarla è stata una festa per il cuore.

Andrea mi ha chiesto di organizzargli un'uscita con Marco, il coinquilino di Nicola, e anche se so che mi farà male, lo accontenterò.

Domani rivedrò i miei zii che non vedo da tanti anni, questo è un altro dei miracoli della piccola Viola. La famiglia, se anche solo per qualche ora, si ritrova.

Buon Natale, a te che leggi qui, a te che mi conosci e a te che invece no.

venerdì, dicembre 21, 2007

Il paradiso può attendere

Il tempo cura tutto, dicono, e per certi aspetti è vero.
Il tempo cancella le cose brutte, il tempo logora quelle belle.
Quando il cuore si spezza forse non si riparerà più, però si prepara, coi suoi ritmi, per riprovarci.

Io ho quasi trent'anni e so che l'amore l'ho conosciuto. Due volte.
Sono pronto ora.
Per amare ancora.

I cattivi ricordi, quelli che mi hanno fatto male, sono effettivamente chiusi in una scatola che ho imparato ad aprire e chiudere quando e come voglio. Ci sono momenti in cui, dopo tutto, mi sembrano tante schiocchezze e i dolori veri si contano sulle dita di una mano.

Forse poi penso che l'amore è arrivato effettivamente in questo 2007, ed è l'amore che provo per Viola, che mi riempie il cuore, che sa cancellare tutto con uno sguardo, che sa illuminare gli angoli con un gesto, che sa farmi sentire l'uomo più pulito del mondo, che sa fermare il tempo e lo spazio.
La mia Viola con gli occhi di diamante e il sorriso che scalda il mondo.

Oggi ho giocato con lei e avrei voluto volare via con lei, per un'ora farla volare e farla divertire forte, perchè lei vuole solo questo, a parte stare con Babi. E la capisco bene, stare con Babi deve essere come stare in paradiso.

C'è disordine su questa scrivania e il frigorifero va pulito bene dentro, ripiano per ripiano. Ho almeno due libri da finire e un sacco di ore di sonno arretrato da recuperare e non vedo l'ora che arrivino queste vacanze per fare tutto questo e molto , molto di più.

domenica, dicembre 16, 2007

silenzioso

La notte sta lasciando il posto alla luce silenziosa della domenica. Qualche macchina corre veloce, qualche altra parcheggia.

" io vado "
" e dove vai, dormi qui "
" no, non posso, domani ho delle cose da fare "

si stringono le mani e arriva il freddo che sale dalle gambe.

" sono innamorato di un altro "
" ok "
" appunto ok "

le lenzuola si spostano, le mani si perdono, non c'è più contatto visivo.

" quindi volevi che fossi un altro? "
" sì, ogni volta ".

Milano è silenziosa e la gente per strada sembra spaventata, gli uccellini cantano incazzati.
La chiave apre la porta dura e l'albero di Natale è ancora acceso.

sabato, dicembre 15, 2007

una sera mi sono innamorato di te

Sono le due di una notte fredda e sono rientrato in casa, con l'albero di Natale acceso, l'ho fatto con tanta cura un sabato pomeriggio.

Andrea stasera era bellissimo, da togliermi il fiato, da farmi stringere le mani mentre lo guardavo, come le stringe Viola quando vuole qualcosa a tutti i costi.

Mi ha chiesto perchè mi sono tatuato un cuore, non l'avevo mai notato, dice.
Io non gli rispondo la verità,
abbasso gli occhi, li rialzo e lo guardo
avrei voluto dirgli che l'ho fatto perchè da due mesi non faccio che pensare a lui, non faccio che sperare che si accorga di quanto vorrei stare con lui.
L'avrei voluto gridare lì in quel bar tutto rosso con la musica troppo alta.
Perchè lui mi stringe lo stomaco,
mi punge nel punto giusto,
mi controlla con la coda dell'occhio.

Poi sotto casa a parlare, la macchina che si scalda e la musica fastidiosa. Io guardo le sue mani, la sua bocca e faccio un balzo indietro, come ogni volta, e torno al punto di partenza.


Io stasera mi addormenterò col pensiero di te tra le mani, i tuoi occhi scuri nella mente e il tuo profumo di buono ancora nel naso.
Ma questa sarà l'ultima volta,

buonanotte Andrea.

martedì, dicembre 11, 2007

You live, You learn

La vita, quella scandita dal passare delle ore di ogni giorno, quella fatta dei caffè con le sigarette subito dopo e dei libri letti in tram sbirciando di tanto in tanto la fermata; quella delle corse sotto la pioggia, quella degli addii tristi e dei ciao felici al mattino.
La vita fatta di scelte, perchè questo siamo, no? Un insieme di scelte, tutte importanti, perchè siamo piccole barche sempre in mezzo all'acqua e non ci si può distrarre mai, si prendono rotte sbagliate a volte, ma poi si cerca di ritornare al posto giusto, dove l'acqua ci trasporta tranquillamente.

Io non ci credo che l'amore arriva una volta sola, non ci credo che poi soffrire fa bene, non ci credo che amare significa lottare.
Oggi non ci credo più. Io voglio un compagno da cui imparare e con cui crescere, un compagno leale e che con me non voglia mai lottare, perchè la guerra deve stare fuori e non tra di noi.
Io voglio un viaggio tranquillo, un viaggio sereno con un bellissimo panorama e le tempeste da affrontare insieme.

Io credo nell'amicizia, quella pura che oggi ho con due persone che mi stanno vicinissime al cuore, che mi sostengono e che non tradirei mai.
Sono persone per cui sono pronto a lottare e a difendere se ne avranno bisogno. Sono il loro cavaliere senza armatura ma con braccia grandi abbastanza.

Ci sono momenti in cui essere un buon amico non è facile, perchè ci sono cose che fanno male da dire, figurati da ascoltare. Però mi sono trovato, nel mio percorso, ad avere a che fare con persone poco chiare, poco limpide, persone a cui tenevo tanto e non mi ricordo se mi ha fatto più male le brutte notizie che mi davano o il fatto che me le avessero date in modi scorretti, inaspettati.
Oggi ho rabbia per chi ferisce le persone che amo, oggi mi ritrovo ad essere spietato come un tempo. Non ci sono secondi appelli.Per nessuno.

Non credo più a quello che desideravo guardando una stella cadere o spegnendo le candeline. Il tempo per essere felici è adesso, è vero e quello che voglio, devo imparare ad andarmelo a prendere.

venerdì, dicembre 07, 2007

un aeroplanino di carta

Sai che certe volte mi sembra di cadere tanto giù dove poi non si sente niente, perchè mi manca tanto quella cosa che muove il mondo.
Il battito che tiene il tempo di tutto.
Ma quando poi tutto si sistemerà, quando io sarò pronto, arriverà per me?
Per me soltanto?
Profumerà di anguria e di erba a primavera?
Ci sarà il vento leggero delle belle giornate?

Io lo vorrei sapere, ma non si può, vero?


PAPER AEROPLANE by Kasey Chambers

I'm just an old man
My hair is thinning
My head is spinning
I cry myself to sleep at night
And lordy lordy
Though no one hears me
I know you're near me
Will you always be my wife

And some days make me
Feel weak and shaky
Some fly right right by me
Like a paper aeroplane
And I hardly notice
That the world's gone crazy
But nothings clearer
Than the way your said my name

And I should've let go by now
Yeah I should've let go by now
But I kept your brownies
And your golden honey
And I smell your flowers
And I saved your money
And I hold your blanket
Close for hours
And I paint my heart blue
But I did it all for you.

i love her

Certe volte, quando sul tram torno verso casa, guardo le ragazzine che tornano a casa da scuola, le ascolto, le studio e mi chiedo come sarà Viola da grande. Cosa le piacerà, come porterà i capelli, come si vestirà...
Penso a come le spiegherà Babi che ha uno zio omosessuale, come la prenderà, come lo capirà.
Domani la porterò in giro e sono tanto emozionato, è così piccola che guardarla è come un miracolo che si svela minuto dopo minuto. Vorrei che parlasse già, vorrei raccontarle tante belle storie e vederla sorridere sempre.
Quando guardo lei mi accorgo di come in fondo quello che conta sta lì, nell'affetto, nella manina che si tende per cercare quella sicura della mamma, come in quel contatto ci sia in fondo il segreto più grande.

Io ho ricevuto tanto amore, sempre e lo ricevo ogni giorno dalla mia famiglia, il mio tesoro più prezioso, il mio rifugio sicuro lontano da tutti, quel bel castello che tira su ponte levatoio e prepara le armi al momento dell'attacco.

Io sono fortunato e vorrei smettere di dimenticarmelo.

domenica, dicembre 02, 2007

Giù In fondo , in una notte lunga senza stelle

Qualche anno fa guardavo una realtà che mi incuriosiva e che sentivo così lontana che forse non avrei mai conosciuto. Ieri sera ero lì, nel cuore pulsante di quella realtà. Sai cosa ho scoperto? Mi fa paura, perchè mi somiglia troppo, perchè basterebbe un passo e non tornerei più indietro.

Il colore era rosso, il ritmo assordante, gli sguardi vuoti e le luci accecanti.

Volevo vedere Filippo, che ho conosciuto lunedì, fisicamente un sogno, il resto non lo conosco. Però c'è stato uno sguardo veloce, un sorriso e un saluto ancora più veloce. Ho sperato, lo ammetto, per un secondo c'ho creduto.
Ero con Giuseppe, forte e dolce, attento e tormentato, un amico oggi. Lui mi ha portato esattamente al centro di quella realtà che ho guardato per tanti anni e ci ho visto niente di ciò che mi immaginavo, sotto un certo punto di vista, per altri versi ci ho visto proprio tutto quello che credevo.
Sono rientrato alle sei del mattino, e non succedeva dalle notti folli e solitarie di quest'estate.
Però c'era qualcosa di diverso, volevo tornare da solo e sono tornato solo, perchè era quello che volevo davvero, o meglio, avrei voluto parlare con Filippo e tornare con lui forse, ma di tutti gli altri non me ne fregava niente.Non c'era più quella ricerca affannata di attenzioni, di un corpo qualunque.
Il ragazzo che guardavo qualche anno fa, quello che mi sembrava il più carino , ieri mi guardava con gli occhi vuoti di chi non sa più nemmeno il proprio nome e mi ha chiesto di andare via con lui.

Domani ricomincia la settimana, tutto riprende il suo colore, il suo ritmo lento e scandito dagli impegni sempre più noiosi.
Andrea mi ha mandato dei messaggi e mi manca, ho voglia di rivederlo, mi sono punito per niente, penso ancora a lui.

Stasera non ti scrivo cosa voglio perchè tanto lo sai, vero?

Mi credi?
Ci sto provando, e tu?
Io mi sono fidato e mi hai stretto la mano. Dove andiamo?
Lascia che io ti guardi, lascia che ci provi
Io ho paura che poi tutto finisce e sono ancora solo
Finirà
E allora?
Allora gioca, provaci
Raccontami qualcosa di bello per favore!
Non ne sono capace, o così o niente, il bello arriverà
Se ti tengo la mano, ti voglio stringere più forte
Sei fragile perchè?
Non lo so più, non era così una volta
Sei invecchiato?
Forse e la paura rende fragili, come i bambini
Ma che cosa vuoi adesso?
Che dormiamo insieme e basta
Solo quello?

E domani mattina?
Ti abbraccerò più forte.

About Me

Nothing to Say...Nothing More