domenica, marzo 23, 2008

Aspetta ancora un po'

Avevamo appena finito di fare l'amore, eravamo complici, intimi, condividevamo quel segreto che due amanti hanno nell'istante in cui escono dal letto.
Abbiamo camminato a lungo, le mie gambe erano stanche e lui mi ha preso di forza, mi ha avvertito quando c'era un pericolo. Mi ha tenuto la mano e poi è sparito. Lasciandomi a camminare da solo, vicino all'acqua.
Sapevo di doverlo aspettare, perchè sarebbe tornato da me prima o poi, come torna ogni sera il tramonto. Ma la sensazione che si avverasse il contrario era più forte e così mi sono svegliato di colpo e accanto a me non c'era Filippo, come nel sogno.

Ma c'era il profumo di Giacomo nelle mie lenzuola. Il ragazzo alto con il ghigno da figlio di puttana e lo sguardo attento. Quello che vorrei si fermasse a dormire.

Forse un nuovo inizio, forse il sogno è simbolo del passaggio, di un'infatuazione infantile e mentale, che se ne va e lascia il posto per qualcosa di nuovo a venire.
Non lo so, ma oggi c'è un sole pallido che mi fa immaginare la primavera come una ragazza bionda e timida, ma che quando ride lascia tutti senza fiato.
Quindi tutto mi sembra possibile, oggi.

lunedì, marzo 10, 2008

Riverbero

Milano quando piove fa così, ti entra dentro e ci resta finchè non smette.

E' un lunedì di lavoro, intenso, che determina i tre quarti della mia giornata, la gente in metropolitana, la 95 stracolma, l'ascensore che mi porta da Viola, il suo sorriso e lì il tempo si ferma. Nella casa che sa di cannella di Babi, tutto si cancella ed è come se fossero le sette del mattino, come se la giornata ricominciasse per me.
Nicolò sta lavorando tanto, ci vediamo nei momenti di spazio e tempo comune, qualche colazione, qualche parola detta prima di addormentarci, qualche risata al telefono.

Ieri due persone mi hanno detto la stessa cosa e forse ci ho pensato su troppo. Io starei vivendo la mia vita in stand by, nell'attesa che qualcosa accada, secondo loro, senza agire, senza prendere un'iniziativa. Io non so se è vero, non so poi, anche se così fosse, sarebbe sbagliato.
Ho smesso di cercare l'amore è vero, ma perchè credo che arriverà. Credo solo, ad oggi, di dedicare il mio tempo libero a cose poco nutrienti per il mio spirito. Ma non ho voglia di darmi colpa di questo, non in questi giorni.

L'altra sera , prima di uscire, sono passato da casa dei miei, mia mamma dormiva sul divano ranicchiata con la tv accesa e mio papà sdraiato sul letto, con lo stesso canale sintonizzato.
Li ho salutati, perchè certe volte sento il bisogno di vedere che fanno senza di me, perchè anche se non c'è più nulla di mio, non vorrei mai essermene andato da quella casa, sì, certe volte combatto contro il pensiero che le cose cambiano e che è giusto così. Io a volte vorrei tornare indietro nel tempo e stare lì con mia sorella e guardare i film di notte fino ad addormentarci sfiniti e con mio fratello e il suo modo di giocare con me, mia mamma che cucina e strilla, i cartoni in tv, mio papà che suona la chitarra.
Solo a volte, davvero, vorrei tornare a quei momenti.
Forse una cosa difficile da accettare oggi è vedere i miei genitori stanchi, con gli acciacchi dell'età, forse perchè nella mia immaturità sono ancora convinto che siano invincibili, immuni ad ogni male.
Ho tanto tempo per pensare, tanto tempo solo con me, troppo ultimamente e forse è questo il lusso che mi concedo quotidianamente.

About Me

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