Avevamo appena finito di fare l'amore, eravamo complici, intimi, condividevamo quel segreto che due amanti hanno nell'istante in cui escono dal letto.
Abbiamo camminato a lungo, le mie gambe erano stanche e lui mi ha preso di forza, mi ha avvertito quando c'era un pericolo. Mi ha tenuto la mano e poi è sparito. Lasciandomi a camminare da solo, vicino all'acqua.
Sapevo di doverlo aspettare, perchè sarebbe tornato da me prima o poi, come torna ogni sera il tramonto. Ma la sensazione che si avverasse il contrario era più forte e così mi sono svegliato di colpo e accanto a me non c'era Filippo, come nel sogno.
Ma c'era il profumo di Giacomo nelle mie lenzuola. Il ragazzo alto con il ghigno da figlio di puttana e lo sguardo attento. Quello che vorrei si fermasse a dormire.
Forse un nuovo inizio, forse il sogno è simbolo del passaggio, di un'infatuazione infantile e mentale, che se ne va e lascia il posto per qualcosa di nuovo a venire.
Non lo so, ma oggi c'è un sole pallido che mi fa immaginare la primavera come una ragazza bionda e timida, ma che quando ride lascia tutti senza fiato.
Quindi tutto mi sembra possibile, oggi.
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