domenica, marzo 23, 2008

Aspetta ancora un po'

Avevamo appena finito di fare l'amore, eravamo complici, intimi, condividevamo quel segreto che due amanti hanno nell'istante in cui escono dal letto.
Abbiamo camminato a lungo, le mie gambe erano stanche e lui mi ha preso di forza, mi ha avvertito quando c'era un pericolo. Mi ha tenuto la mano e poi è sparito. Lasciandomi a camminare da solo, vicino all'acqua.
Sapevo di doverlo aspettare, perchè sarebbe tornato da me prima o poi, come torna ogni sera il tramonto. Ma la sensazione che si avverasse il contrario era più forte e così mi sono svegliato di colpo e accanto a me non c'era Filippo, come nel sogno.

Ma c'era il profumo di Giacomo nelle mie lenzuola. Il ragazzo alto con il ghigno da figlio di puttana e lo sguardo attento. Quello che vorrei si fermasse a dormire.

Forse un nuovo inizio, forse il sogno è simbolo del passaggio, di un'infatuazione infantile e mentale, che se ne va e lascia il posto per qualcosa di nuovo a venire.
Non lo so, ma oggi c'è un sole pallido che mi fa immaginare la primavera come una ragazza bionda e timida, ma che quando ride lascia tutti senza fiato.
Quindi tutto mi sembra possibile, oggi.

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