martedì, ottobre 09, 2007

Viva la rivoluzione !

Mi sono preso una piccola pausa da te blog, perchè ho avuto bisogno di respirare piano, di capire verso cosa si muove la rivoluzione.

Manuel e il sesso.
Ho fatto per la prima volta sesso con il ragazzo che poi è diventato il mio fidanzato, per tre anni, così il sesso è diventato amore.
Il sesso era immaturo, ingenuo, irresponsabile ma puro e naturale. Almeno per me, ogni volta era come creare insieme qualcosa di magico e io mi fermavo a guardarlo e pensavo " oddio , ma io sto facendo l'amore... " , perchè mi sembrava così una cosa da adulti, perchè mi sembrava così strano che un uomo mi trovasse attraente.
Lo facevamo tanto e dappertutto, io avevo la smania di conoscere, lui di plasmarmi.

Con l'americano il sesso era diverso, un po' più consapevole, romantico, coreografico anche, ma bello, sì bello. Ci desideravamo come due bambini e ci amavamo come due adulti.
Dopo di lui è iniziata la ricerca disperata, la scoperta a volte divertente, altre traumatica, del sesso occasionale, senza contorno, senza cuore.
C'è stata poi la parentesi di Giuseppe, in cui ho cercato di dare poca importanza al sesso, mettendo avanti tutto il resto, perchè pensavo fosse immaturo mettere al primo posto il proprio piacere. Ma mi sbagliavo, perchè se non sta al primo, ci sta subito dietro. Non ero soddisfatto, non riuscivo a fare l'amore con il mio ragazzo e mi sentivo frustrato e facevo soffrire anche lui.
Non so quanti partner sessuali ho avuto e non mi interessa, ho sempre usato il cervello e non ho mai messo a rischio me stesso o qualcun'altro.
Ma forse il cuore sì.
Non lo dico col senso di colpa, sono il risultato delle azioni che compio, ogni giorno giuste o sbagliate che siano. Io sono questo oggi. O forse è meglio dire ieri. Oggi sono qualcosa di diverso, sì perchè dopo averlo fatto con l'ennesimo che forse non si ricordava nemmeno il mio nome, mi sono sentito fisicamente appagato. Sì soddisfatto dopo tanto tempo di repressioni, disagi e tempo perso a dedicarmi al piacere altrui o a quello mio più estremo.
Oggi qualcosa è cambiato perchè il vuoto che mi ha risucchiato ieri sera, mentre fumavo in cucina da solo, non appena lui se ne era andato, era il segnale di qualcosa che non funziona più. Un mondo in cui mi trovo ma a cui non credo di appartenere più.

1 commento:

diego ha detto...

come promesso, eccomi a sbirciare nel tuo blog.
mi trovo a leggere proprio questo post -fatalità- e a condividere la parte dei ricordi che mi riguarda.
..e te lo posso scrivere, oggi, quello che non ti ho detto l'altra sera al telefono: sei la mia storia più importante.

il tuo primo fidanzato:-)

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