Milano, la nebbia, la mia camera con le pareti turchesi, il profumo dei vestiti di Nico appena lavati e stesi, gli M&M's gialli mangiati davanti alla tv e sotto al piumone bianco che ho da quando ero piccolo, i pomeriggi di domenica silenziosi, il bagno caldo con la musica bassa.
Sono successe un po' di cose, e altre ne succederanno. Le azioni importanti spesso sono piccole mosse, che poi però hanno scosse di assestamento forti, continue, devastanti. Barbara mi ha insegnato che le cose belle, spesso, hanno bisogno di spazio per arrivare, quindi si devono tagliare i rami secchi per permettere a quelli nuovi di crescere.
Mi sono licenziato, giovedì. Il viaggio a Barcellona è stato faticoso, mentalmente, bello per le persone che ho conosciuto, per la città che mi piace, per le gratificazioni lavorative, ma è stato un incubo per il rapporto con Pia.
Il capitolo Pia si concluderà a fine mese, ma già i nervi si sono distesi, l'animo sembra più leggero. Mi sono sentito deluso, maltrattato, in lei credevo nonostante il suo cattivo carattere, nel suo essere spietata e cinica come non lo sarò mai. Dopotutto però ho sempre intravisto la luce del genio creativo, dell'animo artistico con la fame di sapere e conoscere. Il peggio era diventato troppo.
Non so bene ancora cosa farò, dove finirò e ora non ci penso, ho bisogno di affrontare un passo per volta.
Il cuore? aspetta che dalla nebbia sbuchi un po' di sole, che il viaggio alla ricerca continua di me stesso, mi faccia incontrare quel qualcuno così speciale.
La stanza che occupava Andrea ora è vuota, la luce entra da fuori e illumina i pavimenti lucidi, le tende sono mosse dal vento silenzioso di qualcosa che non c'è più.
Il segreto, quello che sboccia pulito e si conserva tale, in ogni piega.
Lo sguardo del mattino, il primo, limpido e onesto.
La carezza nella notte, che spaventa all'improvviso, ma rassicura per tutto il sonno.
Ho rivisto Giuseppe venerdì sera, con quello che credo sia il suo nuovo fidanzato. Non l'ho mai amato, lo so, l'ho lasciato io, lo so, eppure ho provato pena per me, ancora solo dopo di lui, ancora incapace di tenere qualcuno accanto a me.
Non sono stato capace di essere felice per lui. E per questo, provo pena per me, ora.
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