giovedì, settembre 28, 2006

L'uomo ideale


Sto pensando che forse se mi chiarisco le idee su quello che è il mio uomo ideale, si potrebbe materiallizzare...in qualche modo, quindi ecco come deve essere lui:

Il mio uomo deve avere gli occhi scurissimi in cui cercare
Il mio uomo deve avere le mani grandi capaci di afferrarmi
Il mio uomo deve essere alto, almeno più di me
Il mio uomo deve avere un sorriso contagioso e rassicurante
Il mio uomo deve strizzare gli occhi quando ride
Il mio uomo deve avere spalle larghe contro cui combattere e in cui ripararsi
Il mio uomo deve avere un cuore tenero ma difficile da raggiungere
Il mio uomo deve essere paziente con me e con i miei amici
Il mio uomo deve accettare le mie sorprese e sorprendermi di tanto in tanto
Il mio uomo deve essere fedele alla parola
Il mio uomo deve saper ridere forte
Il mio uomo deve accettare e chiedermi
Il mio uomo deve insegnarmi ed ascoltarmi
Il mio uomo deve stringermi e lasciarsi stringere
Il mio uomo deve essere consapevole dell'amore e della sua durata
Il mio uomo deve credere
Il mio uomo deve saper sognare

Io non lo so più


Cosa c'è, Cosa c'è che non va?
non lo so
Non mi far ripetere altre duecento volte che cosa c'è per poi sentirti dire la verità, dilla subito
non mi va niente e mi va tutto
Ma cosa vuol dire?
mi ricordo di cosa volevo, mi ricordo tutto, eppure mi sembra che oggi, quando voglio qualcosa per me, sento di non meritarla, di non essere mai all'altezza.
Sento di non essere mai pronto, preparato abbastanza, con la conoscenza adeguata.
Ma perchè? preparato per cosa?
Io non lo so più, perchè quando qualcuno mi chiede cosa voglio fare della mia vita, mi vergogno solo di pensare in grande.
Da dove nasce tutto questo?

Io vorrei solo avere i soldi per pagarmi il necessario, un lavoro che me lo permetta, una casa da accudire, la mia famiglia vicina e i miei amici con cui crescere e divertirmi.
Vorrei anche un ragazzo accanto che mi ami come non ha fatto nessun altro e che mi insegni ogni giorno qualcosa che non so.

Mi vergogno e mi dico Buona Notte.

sabato, settembre 23, 2006

a chi non dorme per pensare a lui ancora

Succede che a volte il cuore si incanta, il mio.
Stasera voglio parlare della mia fissazione da un anno a questa parte, fissazione che qui e ora chiamerò X.
X è fisicamente l'incarnazione del mio uomo ideale, i colori, le forme, le proporzioni, i lineamenti.
Lo incontro in alcune serate milanesi, quando lavora e anche quando no e io tutte le volte rimango senza gesti, senza respiro, nel vero senso del termine.
Lo sai quando si dice "mi manca il respiro" e invece poi no, respiri benissimo...ecco a me no, a me manca e il cuore fa un sussulto che mi blocca.
Oggi ho incontrato X per le vie del centro e io mi sento così stupido, pensando che un mio sguardo basti.
Eppure a tanti altri sì, basta.
Ma a me degli altri non importa nulla, non frega niente, non arrivano nella profondità di nessuna piega, perchè sono io a volerlo.
Sono consapevole dell'infantile voglia di pretendere qualcuno che non conosco, qualcuno di cui non conosco che l'immagine.
Eppure a questo ed altro io non riesco a dare spiegazione e provo pena per me, perchè so come funziona.
Sono una falena che va verso la luce.
Eppure non se ne può fare a meno, per qualche ragione.
Il pensiero torna ad Andrea e quella sensazione tormentata di volerlo e perderlo quando l'avevo che poi si trasformava in consapevolezza di non aver mai stretto niente se non i pugni.
Eppure l'ossessione si era concretizzata.
Mi sento strano, mi voglio innamorare però il cuore è preso di lui e il pensiero che domani potrei vederlo ancora mi fa palpitare di vita come il sangue nelle vene strette.
Nicolò ancora non è arrivato e io ora torno a dormire su dai miei.
Ho fatto la mia prima cena nella casa nuova, anche se abbiamo mangiato pizza e Nick non c'era.
X ha gli occhi scuri come piacciono a me.

lunedì, settembre 18, 2006

Pronto Soccorso

Credo a quelli che vedono la vita come un'insieme di scelte, svolte, strade.
Questo periodo sembra essere il rientro a Milano a fine agosto, quella coda infinita prima del casello.
Ora ho voglia di parlare del mio cuore.
Sono stato per tanto tempo ad ascoltare le persone che avevo accanto, fidanzati e amici, nemici e amanti; ma quando chiedevano a me io sorridevo e pensavo che tutto potesse finire lì.
Oggi mi rendo conto di no.
Ho visto Roberto stasera al borgo, con il suo ragazzo, quello stesso ragazzo per cui era in crisi quando ci siamo conosciuti, quello stesso ragazzo a cui probabilmente pensava quando stavamo insieme, quello stesso ragazzo che ha provato invano di dimenticare con me.
Mi fa male guardarlo perchè lui è stato l'ultimo con cui mi sono lasciato andare, dopo tanto tempo avevo aperto una porta a qualcuno, sbagliando in pieno.
Entro nella mia casa nuova che sta per essere pronta e mi accorgo che sembra tutto pronto per l'arrivo del ragazzo che mi vorrà stare accanto, almeno per un po'.
Eppure Giuliano, Max mi ricordano che sono un pezzo di carne e che il sesso è così facile, basta volerlo.
Ma io stasera non lo volevo e forse è da un po' che non lo voglio.
Mi manca un bell'abbraccio, di quelli protettivi di quelli che ti scambi la pelle.
Doni mi ha scritto l'altro giorno e nonostante abbia fatto in pezzi tutto quell'amore che avevo per lui, credo di non essere capace di odiarlo e non ne sarò capace mai.

Fra qualche ora mi devo alzare ed andare ad immatricolarmi in università con Nico e vorrei dormire ma ho voglia di fumare e stare sveglio, perchè?
Accompagnando Nicolò il biondino al pronto soccorso l'altro giorno, mentre lo visitavano mi sono perso nella scala di gravità appesa all'accettazione e i colori assegnati ad ogni stadio.

ROSSO: PERICOLO DI VITA
GIALLO: GRAVE
VERDE: NON PERICOLO DI VITA MA PRIORITA' SUI BIANCHI
BIANCO: PRONTO SOCCORSO GENERICO

Se ci fosse anche per il cuore, in che stadio sarei ora?
Forse verde.
ma muoio invece dalla voglia di sentirmi morire per qualcuno.

venerdì, settembre 08, 2006

turchese

I lavori nella casina nuova sono ufficialmente cominciati oggi e io mi sono ritrovato tutto sporco di pittura.
La mia camera turchese, il bagno azzurro, la cucina arancio, il salotto azzurro scuro, l'ingresso color big babol.
Un vortice di colore in cui ci siamo io Nico e i miei amici, a ridere, imbiancare, stuccare, ballare e dire stronzate.
Sono stanchissimo e non mi viene in mente altro da scrivere se non che mi sento felice, felice davvero.

martedì, settembre 05, 2006

xxx

Sono tornato stamattina da Amsterdam, un bel viaggio con Nico.
Un suo regalo a dire la verità, per il mio compleanno, un bellissimo gesto che mi ha fatto sentire così importante. Anche se non gliel'ho detto.
Le luci rosse, gli odori forti, il sesso ovunque, i canali, i tulipani e le biciclette che ti sfiorano come colombe leggere.
Uno di quei viaggi che seppur breve lasciano un segno nel percorso individuale.
Forse il segno sono tre X, il simbolo della città.
Ora sono stanco ed ho caldissimo, stasera esco con gli altri e domani Ikea per i mobili!
Da oggi ho ufficialmente una casa!

sabato, settembre 02, 2006

Lasciato Solo


Dovrei dormire, la mia gola non mi dà tregua, ma non ci riesco, non ce la faccio, sembra che la mente abbia un conto in sospeso con qualche pensiero.
Mi sono ricordato di aver sognato la notte scorsa, di aver visto una stella cadere ed aver desiderato un ragazzo come fidanzato.
Non uno qualunque, uno di cui ora non mi va di fare il nome e mi son sentito così piccolo, da chiedere al destino un uomo, invece di andarmelo a prendere.
Ma l'amore, quello io non lo capirò mai ma sono pronto a cascarci un'altra volta.
Mi manca stasera, mi sento un po' come si direbbe negli stati uniti: DESERTED.L'ho imparato sulla metropolitana a New York il significato di questo vocabolo, leggendolo su un cartellone pubblicitario e chiedendone la spiegazione a Bevin che era seduta accanto a me.
L'amore non lo si cerca, ma arriva da solo.
Stasera mi rendo conto che sono in stato di attesa, ho il cuore aperto e me ne rendo conto solo ora, pensavo non sarebbe successo così facilmente..
Prima pensavo...quando un amore finisce o si ferisce e si cerca disperatamente di riparare...come quando vedi un bicchiere cadere e vuoi che la tua mano sia più veloce e se sei fortunato ce la fai, ma se non lo sei, diventi spettatore della sua distruzione.
Non lo so, stasera va così.
Ah mi hanno ammesso all'università.

Ma poi il bicchiere che cade è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Forse questa è un'altra storia.

About Me

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