La sveglia suona sempre troppo presto e i miei occhi non si abituano mai al risveglio. Li apro, li chiudo, mi rigiro, infilo le braccia sotto al cuscino. Ho ancora dieci minuti, la punto sempre prima dell'orario regolare. Mi conosco, non so essere puntuale.
La strada per l'ufficio è lunga, ma ora che è arrivata la primavera fa quasi piacere attraversare Milano.
Ieri sera mi ha telefonato Luca, sono giorni importanti per lui e forse aveva bisogno di un consiglio, di un appoggio, anche se in passato non mi sono dimostrato un amico perfetto. Almeno non sempre. Quando ci sono di mezzo le ragioni del cuore si ha paura e si cercano continuamente conferme.
La mattina l'ho passata ad ascoltare le lamentele di Marco su MSN, un'analisi o forse un'autopsia del suo rapporto con Simone, infinita. Io vorrei solo riuscire a togliermi dalla testa quell'immagine di Gianluca, quella cosa che ho saputo di lui, ma faccio davvero fatica.
Finalmente stasera rivedo Carlo, lui per me è un grillo parlante, e forse in questo momento ne ho bisogno. Carlo ha sentito Giovanni, cerca lavoro ora, ha voglia di crescere, di diventare indipendente e forse lo aiuterà e a dire il vero lo speriamo tutti.
Vorrei poter riuscire a smettere di sentire Andrea, ma non ci riesco e lui anche ieri sera era lì, a portata di mano.
Sulla strada di casa, quando i milanesi corrono nelle loro macchine per tornare presto alle loro casine coi balconi sporchi, il mio cellulare squilla.
Gianluca vuole Samuel, ha capito che così deve andare, ma ha paura che poi sia così, Samuel non sa cosa fare, ha paura che dopotutto sia solo un capriccio, un abbaglio o semplicemente uno sbaglio, un errore che può rovinare un'intesa particolare.
In un girotondo di parole scopro che Luca in fondo sta facendo lo stesso errore con Edoardo, Simone impazzirà all'idea di perdere Marco, così improvvisamente determinato e curioso verso uno sconosciuto Gianluca.
Caterina vuole sempre tutte le attenzioni e io odio quando tutti, e dico tutti, stanno a guardarla, pendono dalle sue labbra come bambocci. Ma forse quelle come lei servono a chi, debole, ha bisogno di proiettare sogni e speranze. O semplicemente perchè chi osa, chi sa usare il coraggio, affascina.
Non sono migliore di nessuno, non ora che seduto sulla poltrona del piccolo salotto bianco, penso che sto per fare qualcosa che rimpiangerò, ma mi sembra l'unica cosa da fare.
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