mercoledì, aprile 11, 2007

A Spring Tale

Su un tavolo nero ci mette delle tovaglie arancio e viola e tutto sembra diventare più simpatico, più pulito. Ma non lei, non Marta, che con la sua età, i suoi colori, la sua pelle, il suo odore, mi ricorda un libro dimenticato da tutti, anche dal suo autore.
Luca la guarda e vorrebbe dirle che non la sopporta, che odia quel suo modo frenetico di sistemare le cose, di correggerlo, di sgridarlo. Ma anche stavolta lui la osserverà in silenzio, reprimendo e aspettando che quell'odio si trasformi in un altra piccola pustola sul suo viso.
Marco e Simone sono ai ferri corti, lo sanno tutti, lo sappiamo anche io e Luca, ne abbiamo parlato anche poco fa. Simone è così perfetto da star male, ma così poco uomo, così poco di polso. Marco ha bisogno di qualche schiaffo alternato alle carezze, perchè è infantile e si abitua ai complimenti facili e noiosi.
Samuel mi ha raccontato di essersi accorto di desiderare Gianluca, solo ora, dopo che Gianluca l'ha voluto per così tanto tempo e lui nn ne voleva sapere.
Gianluca se lo prenderà come un giocattolo e lo lascerà in pasto a se stesso, e purtroppo ci toccherà ascoltarlo e sopportarlo. Quando la passione lascerà il posto al niente.
Gianluca mi sta guardando ora ed è così furbo che mi spaventa ma non dirò nulla, farò come fa Luca, preferisco che sia così.
Sono tornato a casa più tardi del solito dall'ufficio e appena metto piede in casa c'è il dolce Berry che mi guarda scodinzolando. L'odore del caffè di stamattina è lieve in cucina, e buttandomi sul letto penso a Daniele, che mi ha fatto così male che ancora oggi porto le sue cicatrici addosso e faccio male a chiunque provi ad avvicinarsi un po' più del dovuto.
Provo così tanta pena per il cuore che non sa amare, dopotutto.

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