Oggi il sole scoppia, sulle teste della gente silenziosa e sempre più nuda. Mentre ero sul tram, il 3, guardavo fuori dal finestrino e ho provato tenerezza per il genere umano, per la mia razza. Le persone che tornano a casa hanno qualcuno che li ama ad aspettarli. Chi compra regali, chi mangia un gelato e ognuno di noi ha il suo gusto preferito. Poi ho pensato a Viola e ai suoi occhi così limpidi ma profondi che ti mettono in soggezione come quelli di sua mamma. Chissà come sarà da grande, chissà chi si innamorerà di lei, chissà quale sarà il suo gusto di gelato preferito.
Non vedo l'ora di comprarle una boccetta di bolle di sapone, quando ero piccolo mi sembravano così miracolose, così magiche che vorrei anche lei provasse quella sensazione.
Nel post precedente, interrotto dalla mancanza di corrente e dalla mia non voglia di riprendere un discorso, parlavo di Mauro. Non ho fatto in tempo a scrivere che ci siamo detti basta. Abbiamo troncato qualcosa che non può essere per questione di gusti. Non sono violento, non mi piace il sesso violento. A lui sì. A me piace lui, molto, ma non voglio più assecondare i gusti altrui. Voglio cominciare a rispettarmi. Nell'amore, anche in quello di una notte.
Non so cosa voglio, non so cosa cerco, mi sento così instabile. Credo di essere in movimento verso un posto in cui sentirmi tranquillo. Sentire di appartenere.a qualcuno, ad un gruppo, ad un posto.
Ci si alza all'improvviso e si segue una voce che piano piano nelle notti silenziose, si è fatta sempre più insistente e così si cammina, seguendola, non sapendo dove ti porterà, a cosa ti farà rinunciare e che cosa ti farà trovare.
Il mio gusto preferito è il pistacchio.
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