Il week end è volato in un sospiro profondo e carico di aria buona. Ma come una nuvola in un cielo d'estate, passa in fretta e lascia che il sole illumini le cose, le persone, le case.
La mia ora è di nuovo vuota e io mi rifugio in camera e anche se ho sonno, tanto sonno, non mi metto sul letto perchè sento il suo odore fin qui, immergermici vorrebbe dire sentirmi solo davvero. Allora provo a fare lo slalom tra le emozioni, perchè non so se è giusto starci male o è meglio viverla come se non fosse stato altro, oltre quello che è stato.
Mi sono ritrovato in un battito d'ali ad essere quello che ero anni fa. Un bambino incapace di difendersi, desideroso di guadagnarsi le attenzioni dell'altro. Superbo, perchè so che qualcuno mi può portare via in un attimo, se solo lo concedessi. Ma non sono capace.
Lui e il suo sorriso furbo, spingeva ogni bottone, anche quelli nascosti, per farmi crollare quando ero stanco, sognare quando ero disincantato, sospirare quando desideravo.
Così ogni cosa prende una dimensione nuova e io non so in che cosa mi sono imbarcato, e ho paura, ma so che voglio questo. So che voglio sentirmi così quando sto con qualcuno, voglio il pugno nello stomaco ogni notte.
Le notti come quelle passate con lui, ad accarezzarci e baciarci con gli occhi chiusi, tra un sogno e l'altro.
La sua pelle morbida mi manca adesso, le sue mani forti anche, ma devo partire fra poco per le vacanze e lui, no, lui non me l'ha dato un attracco per legare questa piccola barca su cui viaggio, e allora mi lascio trasportare da questo mare, ma continuo a guardare là, in cerca di un segnale. Almeno per un po'.
La vita riprende in fretta, il cuore incassa il colpo, ma sarà più forte.
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- Manuel
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