martedì, giugno 26, 2007

Oltre le mie Difese, le mani arrese

Potessi trattenere il fiato prima di parlare,
avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare qualcosa che di me non assomigli a te,
ma potessi, trattenere il fiato prima di pensare,
avessi le parole quelle grandi per poterti circondare di quello che di me, bellezza in fondo poi non è.
Bocca dentro bocca e non crederti perchè tutto poi ritorna in quel posto che non c'è, dove per magia tu respiri dalla stessa pancia mia.


Trovo bellissime queste parole, che non mi escono dalla testa da quando ho scoperto questa canzone che ha dato il titolo già ad un altro mio post. Chissà cosa mi succede, davvero non lo so perchè mi sento così malinconico. L'ultima volta che sono sicuro di aver avvertito questa malinconia così forte, è stato dopo aver visto Diego, due domeniche fa, a casa di Stefania, dopo che per sbaglio mi sono ritrovato davanti a casa sua a Monza. Il destino mi ha portato lì, a parcheggiare davanti al suo portone senza riconoscerlo. Inevitabilmente, tornando a casa, ho pensato alla mia vita come sarebbe oggi, se stessi ancora con lui, se le paure si fossero trasformate in altro, se l'amore non fosse andato via così all'improvviso.
Se, se se...
Eppure siamo due persone così diverse oggi, che a malapena si toccano, perchè il contatto fisico oggi sembra così strano, ci si sorride e basta, per rassicurarci a vicenda che sono stati tre anni d'amore. O almeno ci abbiamo provato entrambi.

E' ufficialmente estate eppure io mi sento così, che ne so, Novembre. Con il suo grigio malinconico.
Poi stasera c'è il vento forte e il vento mi sposta sempre un po' l'anima un po' più in là.

Ho scritto una mail ad Andrea, non mi capacito che sia sparito così, che ci sia stato un malinteso così greve. In alcuni momenti, una canzone mi ricorda di lui.

Vorrei saper amare come si fa quando il cuore esplode, vorrei saper sognare come quando gli occhi non si chiudono per divorare le immagini. Vorrei essere una persona migliore, ma non so se ci riesco.
Questo blog è tristissimo, mi dispiace.

PROGETTI per LUGLIO:

-Rendere più allegro questo blog
-Rismettere di fumare
-Leggere un libro
-Dire sempre grazie
-Pregare

I'm just a jealous Guy

La vita cambia e ce ne accorgiamo quando diventiamo adulti, quando in qualche modo prendiamo coscienza delle responsabilità, dei doveri, dei mutamenti che avvengono anche contro la nostra volontà.
E' quando ci si accorge di non essere immortali, onnipotenti, ma semplici esseri umani in balia del volere di Dio, o delle stelle.

Io ho sempre visto me stesso come quello che non voleva vedere la famiglia, il mio nucleo familiare, mutare in qualche modo. Pensavo che sarei stato accanto a mia madre fino alla sua vecchiaia e avrei guardato i miei fratelli andare per le loro strade. Invece ho fatto le mie scelte e ho provato a vivere in modo " indipendente " sì perchè poi tanto indipendente non lo sono, ma credo sia un'errore di fabbricazione mio e dei miei fratelli. Certe volte pens a mia madre e a come sente vuota quella casa che ci ha visti nascere e cresere tutti e tre, crescere, giocare. Mia sorella e le sue scie di profumo, quando si truccava in corridoio, mio fratello che voleva sempre fare la lotta e io finivo per prenderle e mia mamma che correva a prendermi il braccio e mi salvava.
Gli anni volano e ora la notte cerco di far addormentare mia nipote, che succhia tutte le energie di Babi e io forse , almeno un po', sono geloso. Perchè non riusciamo più a parlare, a raccontarci, a capirci come era così naturale un tempo. E per la prima volta mi sembra di aver perso la mia stella polare. Ma so che è solo una nube di passaggio.

giovedì, giugno 21, 2007

Quel posto che non c'è ha ingoiato tutti tranne Me

Quando pensi di aver ripreso il ritmo, forse giusto, ti accorgi poi che in realtà non è mai come una volta, e a volte ti trovi su una giostra che gira troppo in fretta e non sai come scendere. E se vuoi scendere.

Vorrei avere più tempo per scrivere bene e dettagliatamente quello che è successo in questi quindici giorni, ma poi forse non è successo nulla di rilevante.
Soliti club, soliti amici.
Sabato ho bevuto molto, sono andato al Billy, là c'era Beppe ad aspettarmi. Mi sentivo bene, in forma, bello e sicuro.
Avevo voglia di piacere e di trovare qualcuno. C'era Mauro, sfuggente e sorridente come al solito, mi ha stropicciato la faccia come al suo solito, mi ha baciato la guancia.
C'era Aron, bello e irraggiungibile, mio crush di sempre e per sempre sarà.
Avevo 4 uomini intorno, pronti a darmi da bere e a farmi credere per qualche minuto che potevo avere ciò che volevo, pur di portarmi in bagno o a casa loro più tardi.
Ma a me non fregava niente di nessuno, prendevo i loro drink, sorridevo e poi tornavo a girare da solo alla ricerca di qualcun'altro.

Esco un po' di meno con i miei soliti amici, preferisco così ultimamente, perchè ultimamente non riesco ad affrontare tante cose insieme, perchè uscire con chi mi conosce poco è più facile, non sento il peso del giudizio.
Così sabato scorso ho bevuto troppo, ma non avevo perso la lucidità. Ho conosciuto un po' di ragazzi sabato e ho rivisto chi è stato nel mio letto, di passaggio e chi per sbaglio.

Mi sono lasciato corteggiare da Luca, perfetto sulla carta, perfetto nei modi, capace di conquistarmi e lo sapeva. Ero uno stato con un carro armato solo sulla cartina di Risiko e lui, la potenza di 12 carri armati che entrerà sicuramente.

Alle cinque Giorgio, conosciuto poche ore prima, mi strappava un bacio in macchina sotto casa sua e non reagivo. Non pensavo a nulla, semplicemente lo lasciavo fare.

Luca mi ha invitato a cena lunedì, ristorante bellissimo, macchina bellissima, lui e il suo savoir faire.
E io provo a sorridere un po' di meno, ma il risultato è una professoressina stitica e frigida. Provo allora a lasciarmi andare un po', ma il suo volto è impenetrabile, non capisco e tutt'ora, se il suo invito a cena è per creare un piccolo iter con destinazione letto sicura, o c'è un minimo di interesse.
Ma forse sono troppo complicato per chi sta da due mesi con un pusher di 22 anni.
Così capisco che è un appuntamento di one night only, e tutto sommato, della sua casa in centro non me ne frega niente, dei suoi mobili ordinati da qualcun'altro, idem, della sua macchina che mi allaccia la cintura di sicurezza nemmeno. E c'ho fatto sesso, sapendo che voleva dire dargli quello che voleva e non rivederlo più.
Ancora una volta mi rendo conto di non saper giocare, ma non importa. Esco dal suo appartamento dal cuore di Milano, silenzioso torno nella caotica periferia che è casa mia. Nella polvere negli angoli.
Ancora una volta però credo che il sesso sia una gara, un contest, che più fai, più fai bene, più verrai premiato.
Ma no, non è così. Non è così che ci si distingue da qualcun'altro. Ma il sesso ora sembra diventato il mezzo che mi porta sempre più in basso, ma non ho paura.

Mi vendico di me, su di me. Perchè sbaglio, perchè tutti fanno uguale, e io, io perdo sempre.

martedì, giugno 05, 2007

Non è facile

Da qualche parte stasera un uomo torna a casa dopo il lavoro e ritrova la famiglia che allegra lo aspetta.
Da qualche parte ora qualcuno sta facendo l'amore forte forte.
Da qualche parte qualcuno mi sta pensando, per un momento almeno.
Da qualche parte in questo momento un bacio rassicura il cuore di qualcuno.

Viola dorme nel letto tra Babi e Sergio,
Gabriele sta salendo le scale per andare a casa,
Mia mamma è a casa di Barbara a prendere i suoi panni asciutti,
Mio papà dorme ed è stanco,
Nicolò dorme con la musica che esce dall'ipod,
Lorenzo è con Christian e Simone davanti al pc,
Nicola è su msn,
Nicolò forse è con Sergio,
Valeria dorme pensando a Fulvio e al suo lavoro che in fondo non le piace,
Michi cerca di dormire in quella casa tutta sola, con le tapparelle strette,

Io sono davanti al mio computer, su questa scrivania viola, con le sirene delle ambulanze che gridano troppo forte, fuori da queste finestre chiuse da stamattina.
Io stasera penso al cuore, alle ragioni per cui siamo spinti verso i punti impossibili e ,straziati, viaggiamo con la speranza di raggiungerli. Contenti, in fondo, di sapere che non ci riusciremo mai.

Non è facile, non lo è per nessuno lo so, ma stasera penso a me, ora penso a me. Non è facile, non è stato facile rinunciare a Giuseppe e al suo amore sicuro, per la non voglia di accontentarmi. Non è facile andare a letto soli, certe notti.

domenica, giugno 03, 2007

condividere



Ieri sera sono stato al concerto di Laura Pausini a San Siro, un bellissimo evento che mi ha emozionato e a cui sono stato felice di partecipare.

Ieri si sono sposati Betty e Marcello. Un bellissimo momento, che ho condiviso. Mi sono commosso e vederli lì così mi ha fatto effetto, ho visto la loro storia nascere e crescere e ieri è stato un nuovo inizio. Bellissimo.

Ieri era il 37esimo anniversario di matrimonio dei miei genitori. La loro avventura, con gli alti e bassi che però li hanno portati a stare ancora insieme, ad avere noi tre.

Ho voglia di innamorarmi oggi, voglia di provare quell'amore forte. Voglia di costruire qualcosa.
Ho voglia di un uomo che mi stringa e mi racconti.

venerdì, giugno 01, 2007

perdonerai gli sbagli miei, lo stesso farò anch' io

Un presagio forse quello di ieri sera, quando sono tornato a casa.
Presagio triste, come il libro della Yoshimoto. Presagio che qualcosa ha cominciato ad andare storto e l'ho capito perchè ieri sera ho sorriso troppo.
Sì perchè è pericoloso esporsi come ho fatto io ieri sera, ma non me lo ricordo mai, non ci riesco a trattenermi quando sono davanti ad un ragazzo che mi piace. Invece quando sono a casa, solo sì, non chiamo, non mi faccio sentire, non mando mai sms.
Ma non so sfuggire lo sguardo e mi trovano senza armi e il gioco è troppo facile che non interessa a nessuno.
Ecco la verità.
Ma perchè va sempre a finire così?


Balliamo ancora stanotte e poi,
arrivederci addio,
risveglia il tuo amore e prega per me,
lo stesso farò anch'io.

the beautiful ones

Sono tornato ora a casa. Una serata con Marco. Ci siamo visti in centro e poi cinema, I pirati dei Caraibi il capitolo conclusivo. Noioso e lunghissimo ( tre ore ), ma Keira è sempre la più bella.
Lui mi aspettava e mentre io ero, come al solito, in ritardo e col passo veloce, ho incrociato il suo sguardo tra la gente e abbiamo sorriso.

Si chiama Marco Antonio, ho visto la sua carta d'identità e nella foto era bellissimo.

Ci siamo stretti la mano durante il film, come si fa ad ogni primo appuntamento, anche se non so bene dire come l'ho vissuto io e non so come l'ha vissuto lui, però mi ha distratto, mi ha fatto stare bene.

L'ho desiderato per tutta la sera, il suo profumo mi entrava nel cervello e pensavo ad ogni lembo della sua bellissima pelle, sulla mia.

A fine serata mi ha confessato di essere stato agitato, inquieto, per merito/colpa mia. Io invece ero tranquillo, certo, sempre quella strizza allo stomaco per la paura di dire una qualunque cazzata o inciampare o fare cadere i pop corn, insomma una delle mie solite figuracce.
Ma tutto è andato liscio. L'ho riaccompagnato a casa e gli ho dato la buonanotte con un bacio.

Le convenzioni o il buonpensiero, mi dicono che sto sbagliando per l'ennesima volta e che con lui non c'entro niente, ma non voglia dar retta a nulla e forse vorrei tornare indietro e non aver fatto sesso con lui per farlo poi e riscoprirlo, una volta che ci si conosce un po' di più. Ma non funziona spesso come nei film e nemmeno come in sex & the city, e allora ci si fa andare bene lo stesso la vita così com'è, perchè in fondo non è male comunque.
Non so nemmeno se lui mi vorrà rivedere.

Ancora mi sembra così strano quando un ragazzo mi dice di trovarmi bello. Ancora oggi mi imbarazzo. Mi ricordo di quando ero più piccolo, coi brufoli, gli occhialoni storti, i vestiti sbagliati. Non sono il cigno che si sveglia tale all'improvviso, no, so quali sono i ragazzi belli e anche se io mi piaccio molto, so di non essere bello come bello si intende, per cui ancora oggi mi sembra tutto così strano. Ho sempre dovuto mostrare quello che avevo dentro, far ridere più degli altri per conquistare qualcuno, proprio perchè non ero quello bello.
Ora sto ascoltando una canzone di Mariah Carey, the beautiful ones, una delle mie preferite e una delle sue più sconosciute.

Nico dormiva quando sono entrato in casa, ma dalla sua stanza proviene musica tranquilla, che l'ha accompagnato in un sonno leggero, facendolo rilassare. Forse si sentiva solo e la musica ha riempito il vuoto che questa casa ha il potere di farti sentire a volte.

Piove e non so perchè ma ora mi sento un po' triste.
Devo smetterla di scrivere di cose tristi, questo blog sta diventando troppo pesante.

The beautiful ones, they hurt you everytime..

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