lunedì, luglio 30, 2007

Temporary Love

Non lo so, ma mi sento così....così bo, che non so.

Questa casa stasera mi soffoca, ho sonno e non ho fatto nulla oggi. No stasera non va proprio.

Cosa sto facendo?

Fly me to the moon.
In other words please be true.

Je ne m'approche jamais, oui jamais

Il week end è volato in un sospiro profondo e carico di aria buona. Ma come una nuvola in un cielo d'estate, passa in fretta e lascia che il sole illumini le cose, le persone, le case.
La mia ora è di nuovo vuota e io mi rifugio in camera e anche se ho sonno, tanto sonno, non mi metto sul letto perchè sento il suo odore fin qui, immergermici vorrebbe dire sentirmi solo davvero. Allora provo a fare lo slalom tra le emozioni, perchè non so se è giusto starci male o è meglio viverla come se non fosse stato altro, oltre quello che è stato.

Mi sono ritrovato in un battito d'ali ad essere quello che ero anni fa. Un bambino incapace di difendersi, desideroso di guadagnarsi le attenzioni dell'altro. Superbo, perchè so che qualcuno mi può portare via in un attimo, se solo lo concedessi. Ma non sono capace.
Lui e il suo sorriso furbo, spingeva ogni bottone, anche quelli nascosti, per farmi crollare quando ero stanco, sognare quando ero disincantato, sospirare quando desideravo.
Così ogni cosa prende una dimensione nuova e io non so in che cosa mi sono imbarcato, e ho paura, ma so che voglio questo. So che voglio sentirmi così quando sto con qualcuno, voglio il pugno nello stomaco ogni notte.
Le notti come quelle passate con lui, ad accarezzarci e baciarci con gli occhi chiusi, tra un sogno e l'altro.
La sua pelle morbida mi manca adesso, le sue mani forti anche, ma devo partire fra poco per le vacanze e lui, no, lui non me l'ha dato un attracco per legare questa piccola barca su cui viaggio, e allora mi lascio trasportare da questo mare, ma continuo a guardare là, in cerca di un segnale. Almeno per un po'.

La vita riprende in fretta, il cuore incassa il colpo, ma sarà più forte.

venerdì, luglio 27, 2007

Today- come il cd che Nicola ha trovato nella mia macchina-

Oggi arriva lui e io sono felice. Ansioso. Agitato.

lunedì, luglio 23, 2007

Oggi mi sento felice

Si ricomincia, si riprende, il traffico, l'ufficio, i caffè, le sigarette e gli sms mandati veloci veloci.
Oggi è un bel giorno anche se col retrogusto amaro. Ho parlato con Pia, siamo arrivati ad un'accordo vantaggioso per me, per la mia crescita professionale, che probabilmente si fermerà qui, però life is what you make of it, no?
La nota triste è che ho perso Nicola nel tragitto e che da settembre non lavoreremo più insieme e mi mancherà tantissimo, siamo stati complici, amici e collaboratori, insieme credo una bella squadra. Penso ai momenti di scazzo, le chiacchierate giù in showroom e i suoi scherzi che mi fanno sempre ridere.
Però è questo il modo in cui funziona la vita, a tappe, a momenti e quelli belli passano in fretta per lasciare posto a quelli a venire.
Però oggi voglio essere felice perchè quello che chiedevo, è arrivato e quando le cose belle succedono, bisogna saperle riconoscere e gioirne.
Anche questo è la vita, almeno credo.


Mon enfant nue sur les galets
Le vent dans tes cheveux défaits
Comme un printemps sur mon trajet
Un diamant tombé d'un coffret
Seule la lumière pourrait
Défaire nos repères secrets
Où mes doigts pris sur tes poignets
Je t'aimais, je t'aime et je t'aimerai
Et quoique tu fasses
L'amour est partout où tu regardes
Dans les moindres recoins de l'espace
Dans le moindre rêve où tu t'attardes
L'amour comme s'il en pleuvait
Nu sur les galets

Le ciel prétend qu'il te connaît
Il est si beau c'est sûrement vrai
Lui qui ne s'approche jamais
Je l'ai vu pris dans tes filets
Le monde a tellement de regrets
Tellement de choses qu'on promet
Une seule pour laquelle je suis fait
Je t'aimais, je t'aime et je t'aimerai
Et quoique tu fasses
L'amour est partout où tu regardes
Dans les moindres recoins de l'espace
Dans le moindre rêve où tu t'attardes
L'amour comme s'il en pleuvait
Nu sur les galets

On s'envolera du même quai
Les yeux dans les mêmes reflets
Pour cette vie et celle d'après
Tu seras mon unique projet
Je m'en irai poser tes portraits
À tous les plafonds de tous les palais
Sur tous les murs que je trouverai
Et juste en dessous, j'écrirai
Que seule la lumière pourrait...
Et mes doigts pris sur tes poignets
Je t'aimais, je t'aime et je t'aimerai

domenica, luglio 22, 2007

L is for the way you look at me

Di ritorno, nella casa un po' sottosopra, lasciata così dalla mia partenza decisa in fretta, dettata dall'incoscienza forse, o dalla semplice voglia di vivere qualcosa di nuovo e diverso.

Sono stato da lui, il ragazzo con gli occhi del colore del miele. Le sue mille storie, non so se vere o false, le coccole, la ricerca, il sesso nel silenzio di quella camera grande, in una casa enorme e silenziosa. Sono stato bene, lui mi ha fatto stare bene.
I gesti irrazionali, stupidi, però in quel momento così sensati mi fanno riflettere.

Ora vado a dormire, nel mio letto grande e vuoto. Immerso nei rumori di Milano che piano piano si fanno lontani. E penso a lui.
Per stanotte.

lunedì, luglio 16, 2007

Verde Smeraldo

La settimana è iniziata a ritmi troppo veloci per la temperatura milanese.
Vado in giro con la faccia di uno zombie per le poche ore dormite nel week end e per le dosi eccessive di alcol.
Ma stasera, poco fa, una piega nuova risollevato il mio umore. Una canzone a dire la verità, La vie en Rose, cantata da Diana Krall che anche se alcune parole le sbiascica in un francese americanizzato, mi ha portato indietro nel tempo.
Da piccolo avevo un carillon, di quelli semplici con la manovellina che si gira, piccolino, di quelli che si vedono le bacchette che si allungano sulla rotella chiodata che ruota. Suonava questa canzone e me l'aveva regalato mia mamma. Sorrido perchè nn sapevo cosa fosse e che storia avesse questa canzone, eppure mi piaceva e piaceva anche a lei che mi canticchiava le parole in quel francese italianizzato.
Oggi nel pieno della giornata uragano in ufficio, ho sentito un ragazzino che urlava MAAAAMMAAAA e lo ripeteva, esasperato. Mi sono ricordato di quando io chiamavo così la mia, dal cortile di casa e lei si affacciava subito. Poi ho pensato a Babi, che sembra nata per essere madre.
I legami. Quelli che Saint Exupéry spiega dalla voce della volpe, triste e sola, che ha bisogno della ritualità.
Non so cosa sto cercando e da cosa sto fuggendo, ma ieri sera ho rifatto sesso con Marco, l'uomo così sicuro e gentile che però ieri mi ha accontentato dicendomi " sono venuto qui per te ", sicuro di portarmi a casa con quelle parole. E invece l'ho portato a casa mia e come al solito tutto è stato fin troppo preciso, un percorso netto, senza emozione però, senza paura, senza sangue.
E allora poi penso perchè?
Perchè poi alla fine sono tutti uguali, fino a che non si crea un legame.

Why should I care?

Ho voglia di vacanze, ho voglia di innamorarmi e di sapere che non sono diventato come gli altri.
Marco poi è tornato con la sua macchina lucida e veloce a casa dal suo ragazzo o forse l'ha chiamato appena salito a bordo, ancora caldo dal senso di colpa e dalla voglia di archiviarmi in un file del suo cervello.
Mi fumo l'ultima e poi corro da Viola e Babi.


Ma la volpe ritornò alla sua idea:
<< La mia vita è monotona. Io dò la caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano.Ed io mi annoio perciò. ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù in fondo, i campi di grano ? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano....>>


<< Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora >>, disse la volpe. << Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sà quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti >>.
<< Che cos'è un rito ? >> disse il piccolo principe.
< < Anche questa è una cosa da tempo dimenticata >>, disse la volpe. << è quello che fà un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora diversa dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza >>.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
<< Ah! >> disse la volpe, << ... piangerò >>.
<< La colpa è tua >>, disse il piccolo principe, << io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... >>
<< È vero >>, disse la volpe.
<< Ma piangerai! >> disse il piccolo principe.
<< è certo >> disse la volpe.
<< ma allora che ci guadagni? >>
<< Ci guadagno >>, disse la volpe, << il colore del grano >>.


<< Addio >>, disse.
<< Addio >>, disse la volpe. << Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi >>.
<< L'essenziale è invisibile agli occhi >>, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
<< È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante >>.
<< È il tempo che ho perduto pe rla mia rosa.. >> sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
<< Gli uomini hanno dimenticato questa verità.
Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.
Tu sei responsabile della tua rosa... >>

sabato, luglio 07, 2007

Fields of Gold

Ci sono momenti in cui immagino il mio futuro, quello tipo fra dieci anni.
Avrò 37 anni, mia nipote 10, mia mamma 67, mia sorella 46.
Sarò un uomo, spero, maturo, con un buon lavoro che mi faccia felice.
Vorrei vivere fuori milano, avere una piccola casa con un portico e un dondolo fuori per guardare tramonti con i miei cari, con il mio compagno.
Vorrei che fosse una casa calda, con tanto verde intorno, dei buoni vicini, dei bei negozi di cui si conosce il proprietario.
Vorrei poter non sentire la mancanza del rumore del tram e del traffico come mi succede ora.
Vorrei una stanza con divani e finestre che danno sul verde, vorrei dei cani e tante belle piante e fiori di cui imparare i nomi. Una bella cucina spaziosa dove mia sorella può venire a cucinare per tutti, quando i miei nipoti mi verranno a trovare.
Un grosso tavolo in legno che sopporti il peso e le parole di tutti.
La tazza del mio compagno accanto alla mia preferita.
Tanti libri e tanta musica.

So che sembra tutto così schifosamente dolce e finto e magari anche impossibile. Ma io voglio credere che mi succederà.

You'll remember me when the west wind moves
Among the fields of barley
You can tell the sun in his jealous sky
When we walked in fields of gold

So she took her love for to gaze awhile
Among the fields of barley
In his arms she fell as her hair came down
Among the fields of gold

Will you stay with me will you be my love
Among the fields of barley
And you can tell the sun in his jealous sky
When we walked in fields of gold

I never made promises lightly
And there have been some that I've broken
But I swear in the days still left
We will walk in fields of gold
We'll walk in fields of gold

venerdì, luglio 06, 2007

Cry Baby Cry

Oggi il sole scoppia, sulle teste della gente silenziosa e sempre più nuda. Mentre ero sul tram, il 3, guardavo fuori dal finestrino e ho provato tenerezza per il genere umano, per la mia razza. Le persone che tornano a casa hanno qualcuno che li ama ad aspettarli. Chi compra regali, chi mangia un gelato e ognuno di noi ha il suo gusto preferito. Poi ho pensato a Viola e ai suoi occhi così limpidi ma profondi che ti mettono in soggezione come quelli di sua mamma. Chissà come sarà da grande, chissà chi si innamorerà di lei, chissà quale sarà il suo gusto di gelato preferito.
Non vedo l'ora di comprarle una boccetta di bolle di sapone, quando ero piccolo mi sembravano così miracolose, così magiche che vorrei anche lei provasse quella sensazione.

Nel post precedente, interrotto dalla mancanza di corrente e dalla mia non voglia di riprendere un discorso, parlavo di Mauro. Non ho fatto in tempo a scrivere che ci siamo detti basta. Abbiamo troncato qualcosa che non può essere per questione di gusti. Non sono violento, non mi piace il sesso violento. A lui sì. A me piace lui, molto, ma non voglio più assecondare i gusti altrui. Voglio cominciare a rispettarmi. Nell'amore, anche in quello di una notte.

Non so cosa voglio, non so cosa cerco, mi sento così instabile. Credo di essere in movimento verso un posto in cui sentirmi tranquillo. Sentire di appartenere.a qualcuno, ad un gruppo, ad un posto.
Ci si alza all'improvviso e si segue una voce che piano piano nelle notti silenziose, si è fatta sempre più insistente e così si cammina, seguendola, non sapendo dove ti porterà, a cosa ti farà rinunciare e che cosa ti farà trovare.

Il mio gusto preferito è il pistacchio.

domenica, luglio 01, 2007

Questo l'ho scritto il primo luglio, ma poi è saltata la luce...

Il primo giorno del mese più caldo. E piove.

Come è difficile trovare quella sensazione di completezza, di sazietà. Sentimentale.
Venerdì sera Mauro si è rifatt avanti e io ho provato a capirlo e a capire cosa mi attragga così tanto di lui.
Non è bellissimo, e questo me lo dicono tutti, ma non mi sono mai innamorato di bellissimi, Doni a parte, per cui non do molto peso a questo aspetto. Agli occhi di alcuni non è molto simpatico lo so, ma con me lo è, cerca di tirarmi fuori sempre qualche parola in più, qualche sorriso. Sì, lui ci prova. Però combatto contro l'altra parte di lui, quella che già conosco, quella violenta, perversa e forte che mi spaventa. I suoi morsi, strette, mi davano fastidio, mi facevano male e non lo volevo, non è quello che piace a me. Lo so per certo.

About Me

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