Non ho ancora tirato su le tapparelle in camera mia, non voglio far entrare l'indiscreta luce.
Ieri ho cominciato a lavorare con Nicola e mi sono trovato bene, io e lui abbiamo chiacchierato, riso e lavoricchiato...
Ieri mi ha scritto Davide, poche parole, fredde e sintetiche, eppure sembra che si sia accorto del mio averlo accantonato, messo in quell'angolo dove non arriva la luce, dove c'è sempre ombra.
Le sue parole però sono state lampi improvvisi che illuminano a giorno tutto quello che c'è, e sulla mia mano è riapparso quel cuore che mi disegnavo mentre pensavo a lui e mi annoiavo in quella cassa della fnac.
Quel cuore che mi disegnavo nello stesso punto quando pensavo a Doni durante le lezioni alla New York Film Academy.
Ho voglia di smettere di aspettare e ho voglia di giocare...di sentire il cuore che esplode.
Ho voglia di vedere Mauro, ma questo l'ho già detto troppe volte.
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