mercoledì, dicembre 13, 2006

Il Mio Piccolo Principe


Sono sempre stato così tormentato da sentirmi in vena di scrivere solo quando le cose sembravano andare storte o semplicemente come non volevo io.
E allora ecco che dei momenti felici ho poca testimonianza scritta, ma stavolta vorrei provare a fare diversamente.
Vado per ordine.
Lui si chiama Giuseppe, capelli nerissimi, occhi nocciola che ridono, mani grosse, delicate ma dirette, cuore apparentemente limpido.
Lo osservo e lo vedo muoversi nelle mie stesse notti da circa un anno, ma lui sembrava non avermi mai notato, non avermi mai dato quel minimo di attenzione da farmi credere. Tutto questo fino a settimana scorsa, venerdì è venuto da me, mi ha baciato e mi ha sorriso, sgomitando nel mio spazio per farsi strada, per arrivare da me, nel modo più semplice, nell'unico modo che forse con me funziona. Sì funziona talmente tanto che io non ho reagito, non so nemmeno oggi in che direzione muovermi. Le sue parole mi riempiono, i suoi occhi mi fanno sentire desiderato e questo mi da sicurezza, ma allo stesso tempo, tutto sembra essere condotto da lui, silenziosamente, discretamente, elegantemente.
Ha detto e fatto tutto quello che Mauro o Davide non sapevano o volevano.
Ieri mi ha stupito con un mazzo di fiori recapitati a casa mia, fiori bellissimi e rossi...li ho curati e bagnati a dovere e ora sono nella mia camera da letto e mi guardano, mi ricordano di lui, mi fanno sentire sicuro di lui.
Una sorpresa e lui ha capito, lui mi ha ascoltato e stasera ci vedremo e anche se faccio fatica ad ammetterlo, ho voglia di vedere il mio piccolo principe, sì perchè è poco più alto di me, che con la sua spada ha tagliato tutti i rami secchi in cui mi perdevo a giocare troppo a lungo, senza accorgermi che mi facevano male, mi facevano sanguinare.
Ora ho sotto i piedi un piccolo quadrato di prato verde e tutto intorno fiori rossi. E lo sguardo è dritto avanti.

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