lunedì, febbraio 05, 2007

1:18

Domani sarà una lunga giornata, visite mediche, pomeriggio solo con Pia in ufficio, cena da amici dall'altra parte della città. Sono malinconico stanotte, forse perchè sono in casa da solo, forse perchè mi sembra di vivere una vita che non volevo e di non fare nulla per cambiare lo stato attuale delle cose. Mi piace il lavoro che faccio, ma dovrei cambiarlo per guadagnare di più, per pensare a me stesso senza comunque dipendere dai miei. Giuseppe è il ragazzo ideale, mi ama, mi guarda come nessuno mi ha mai guardato, è pronto a prendermi se cado, ma non sento la morsa allo stomaco e allo stesso tempo l'idea di perderlo mi fa impazzire.
Mi sento solo stasera, sento che i problemi che attanagliano la mia famiglia diventano sempre più grossi e io non posso fare nulla e vivo nel terrore di fantasmi del passato che tornano a trovarci.
Penso che Viola non vedrà mai tutto questo, suo padre penserà a lei, sua madre la proteggerà.
Mia mamma ha sempre messo il nostro bene prima del suo e oggi mi fa male vedere quello che sta succedendo. Forse lei mi incolpa di essermi, in fin dei conti, trasferito due piani sotto.
Forse ho sbagliato, ho fatto anche io qualcosa senza avere la possibilità per farlo. E non riesco ad essere felice. Combatto tutti i giorni per sentirmi più leggero, più libero, eppure mi sembra di essere finito su un treno da cui non riesco a scendere e sento di allontanarmi sempre di più dalla direzione che in realtà volevo prendere. Vorrei che Giuseppe mi portasse via e i suoi sguardi e le sue attenzioni mi basterebbero. Certe volte mi chiedo cosa vede lui in me, cosa gli piace così tanto, se solo il mio aspetto fisico, o quello che sono io e se è questa seconda scelta, come fa lui ad amarmi già, conoscendo così poco. E' una notte lunga questa e la affronto solo. Vorrei tornare indietro di qualche anno, quando io e mia sorella dormivamo nella stanza azzurra insieme e ci addormentavamo guardando i film vecchi. Quando il mio cane mi svegliava perchè voleva salire sul mio letto, quando andavo a ballare e aprivo piano la porta di casa per non far sentire che rientravo tardi. Quando mio fratello voleva giocare a fare la lotta per casa e io mi facevo sempre male. Quando papà suonava la chitarra e inventava le parole di una canzone dei Beatles. Quando mia mamma urlava cinque volta che era pronto in tavola.
Mi sento triste stasera e sono solo in questa casa che stasera sembra non volermi proteggere.
Buonanotte.
E' già domani da un'ora e diciotto e io mi sento solo.

Nessun commento:

About Me

Nothing to Say...Nothing More