Ho ventisette anni, mi piacciono tante così stupide che non arricchiscono la mia anima ma che comunque mi interessano e mi fanno stare bene.
Voglio parlare, in questo post, di Britney, quella che ho vissuto io. So che potrà sembrare ridicolo che un ragazzo di trent'anni parli di una cantante come la Spears, ma lo voglio fare lo stesso.
Lo voglio fare perchè lei è stata per me quel tipo di persona che riesce a realizzare un sogno, quel tipo di essere umano che sembra nato per fare quello che fa, che sembra aver saputo da sempre cosa sarebbe finita a fare. E io ragazzino con tanti sogni ma con poche idee chiare, la guardavo e avrei voluto un briciolo di quel talento, di quel saperci fare sul palcoscenico, davanti ad una cinepresa. Poi crescendo, lo sguardo cambia e ci si accorge che forse il vero talento di Britney è sempre stato l'essersi venduta benissimo, l'essersi resa un prodotto, fatto e finito. Il vero dono, quello dell'arte è ben altro. Eppure lei rappresenta ancora qualcosa, sì perchè oggi vedere le immagini di lei che esasperata si taglia i capelli a zero, annullando la sua femminilità così enfatizzata quando ancora la si doveva chiamare infanzia, mi fa un certo effetto, mi mette angoscia. E' guardare qualcosa che si svela per quello che è sempre stato, è una macchina lanciata a tutta velocità e sai che prima o poi si andrà a schiantare, o se si fermerà prima, sarà comunque troppo lontana. Britney ora è lontana, o forse non è mai stata così vera come la si vede adesso. Io so di averla guardata, ascoltata, ballata a occhi chiusi.
Britney ora è il rendersi conto che la vita non è sempre divertente, è una luce puntata contro la polvere sotto al tappeto.
E' facile ora pensare a lei calva e rabbiosa. Io la voglio immaginare sempre così:
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