giovedì, febbraio 22, 2007

Orgoglio e Pregiudizio...e Giudizio.

Giornata con il movimento astrale impazzito, probabilmente, o forse più semplicemente una di quelle giornate in cui sono troppo permaloso, in cui ricevo male le nozioni, le parole assumono un peso errato. Eppure io...
Ho saputo una cosa su XXXX, giro di pettegolezzi, e forse ho esposto male il mio interesse per la cosa, non morboso, semplicemente per cercare di avvisare. Primo messaggio ricevuto male da me, XXXX mi ha raccontato un'altra versione. Messaggio a mia volta spedito in modo errato, lui ha ricevuto altro.
Rientro per un attimo in una categoria che non mi appartiene, mi sento così lontano dal parlocchiare, per lo meno di XXXX.
Poi, improvvisamente mi rendo conto che un modo di dire per scimmiottarmi, mi da fastidio. Me lo dice Nicola, riportando qualcosa detta da un suo amico. Ho poca stima della persona che lo dice, eppure mi da fastidio. Sì perchè la stima che non gli porto è dovuta dal fatto che so di lui cose riportatemi, lette. Mi sono effettivamente fatto un'idea senza nemmeno conoscerlo. Ma non punto il dito. Non lo faccio mai, o meglio lo faccio se rimango deluso. Eppure questo suo amico fa in fretta a colpire sui punti più luminosi, quelli scontati. Eppure io non lo faccio con lui. Eppure io...
Mi chiedo se Nicola ha speso qualche parola e non ne sono sicuro. Semplicemente perchè quando si scherza, l'importante è tenere viva la risata, a qualsiasi costo.
Non ce l'ho con nessuno stasera, ce l'ho con me per aver permesso troppe volte agli altri di entrare in un'area che deve rimanere riservata, protetta. Gli altri ci riescono, io non riesco mai a dire qualcosa che potrebbe ferire un mio amico senza pensare che dicendola potrei ferirlo, anche se la dico scherzando. Non mi credo buono, non così buono. Le cattiverie le penso, ma non le dico, rimangono per me.
Un caro amico stasera mi chiede PERCHE' SI DEVE ESSERE BELLI?
Ma lui non sa quello che intendo io. Il mio essere bello, più di quelli che mi dicono che non lo sono, più di quelli che vedono i miei difetti come solo io riuscirei. Quel bello che ho e che comunque nessuno può buttar giù, me l'ha regalato l'amore, quello della mia famiglia. Non sono gli occhi, non è il colore della pelle, non sono i denti, nemmeno la bocca. E' lo stare bene con me stesso, nonostante tutto, è l'essere sicuro della persona che sono, con i limiti, i difetti, gli sbagli ma anche i pregi. Insomma la chiara consapevolezza dei miei contorni.
Oggi ho accanto un uomo che, credo, mi ama e lo fa senza paura.
Oggi so che lo amo, ma non glielo dico ancora.
Domani voglio scrivere qualcosa su Britney.
Ora raggiungo Giuseppe sul letto, lo guardo da qui e sembra perfetto.

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