Oggi è lunedì, la settimana ricomincia e io penso già a venerdì. Il cielo sopra Milano piange e annaffia tutti con i suoi lacrimoni e io vado a lavorare con mille idee in testa che ronzano come falene intorno alla lampadina.
Ho deciso di cambiare grafica a questo blog, sarà una cosa temporanea, lo volevo più leggero e fresco, più diretto e meno cupo, sì perchè penso che già le mie parole scritte qui, siano un po' grevi, per cui una giusta associazione cromatica forse mi renderà più accessibile. Per chi legge, per me.
Ier sera ho rivisto Marco e sono stato bene, molto. Non so se pensare ad un futuro incontro o se quello che c'è stato si è concluso lì. Oggi ci siamo mandati sms, stamattina lui mi ha mandato il buon giorno, ieri la buona notte. Io gli ho mandato un bacio di metà pomeriggio, come un'adolescente che pesa le parole di un messaggio. Le rileggo e sorrido. In quella stanza bianca ieri sera ho capito una cosa, ho compreso cosa significa essere nel momento. Con lui ero lì, vivevo l'istante, lo fissavo negli occhi mentre mi baciava, mentre facevamo sesso, mentre mi accarezzava il profilo, mentre rideva fissandomi, mentre mi desiderava. So che anche lui era lì con me. Spesso ho fatto sesso in modo veloce, concentrato solo sul mio piacere, altrettante volte concentrato solo sul piacere altrui e mi sono perso gli istanti che viaggiavano alla velocità della luce, proiettato solo sul risultato finale.
Marco mi ha " insegnato " a rilassarmi, a stare a vedere cosa succede, a non programmare, a lasciarmi andare, a dire quello che penso in quel momento, perchè poi passerà così veloce che si dimentica in un batter d'occhio.
E' un gioco che non si può fare con tutti perchè spesso c'è chi non sa seguirlo, chi si spaventa. Ma Marco no.
Voglio il sole e le maniche corte e i ghiaccioli. Odio questo freddo e questo clima che sembra avermi riportato a Novembre con uno spintone.
Le cose belle si dicono piano pianissimo o si urlano perchè si sentano bene?
Io non lo so.
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