Sono rientrato da Napoli. Casa è profumata e vuota, silenziosa. Non ci sono le urla e i rombi dei motorini fuori dalla mia finestra. Non c'è Massimiliano che gira per casa e mi bacia quando passiamo vicini.
Sono stati tre giorni veloci e trascorsi in modo sereno, tranne oggi. La partenza mi ha messo addosso una strana malinconia. Ho compreso, con amarezza, che nemmeno lui è quello giusto, non perchè sia io a volerlo, almeno non del tutto, ma perchè ho cercato qualcosa che è stato bello nella parentesi di Gallipoli, qualcosa che comunque aveva una scadenza. Quello che c'è stato in questo week end è stato una replica non riuscita, una ricerca affannata di uno stato che c'era e che non può esserci più.
Napoli è come nei film di Totò, rumorosa e volgare ma anche così viva e magica. I bambini che guidano i motorini, le ragazze truccatissime e vestite come fossero in un video. La visita alla reggia di Caserta è stata bellissima e quando meno me lo aspettavo ho visto una seconda stella cadente con lui accanto. Sembra che il cielo mi lanci segnali, che mi voglia far credere che dopotutto Massimiliano è così com'è e che qualche volta bisogna credere che le cose belle accadono e basta. Senza doverle comprendere o volere diverse.
Però oggi non ci credo più.
Non riesco a credere più che là fuori ci sia quello giusto per me, una volta ne ero certo, una volta ne avevo la ferma certezza. Ma no, oggi no, vedo accendersi anche la possibilità di non trovarlo mai, di dovermi accontentare di qualcosa che gli somigli almeno un po' e mi rendo conto di essere arrivato dove sono arrivati quelli che mi dicevano queste cose anni fa, quelli che guardavo e pensavo " io non sarò mai così ".
Sono arrabbiato o forse solo amareggiato, perchè nonostante abbia detto a tutti che partivo per questo viaggio senza alcuna aspettativa, al ritorno sull'aereo ho pianto. Perchè vorrei innamorarmi. Disperatamente. E' l'unica verità che ora conosco e anche questa volta, per una serie di motivi, non è quella giusta. Così esco da questo breve viaggio di finto amore, in cui vivo come fossi in una coppia, per ritrovarmi devastato, come una droga che ti porta in alto e ti riempie gli occhi per poi sbatterti il giorno dopo nel più atroce dei down. L'ennesimo uomo stupido e forse un po' stronzo di cui Manuel si innamora. Perchè sì, sono tutti così. E sì, io mi innamoro tutte le volte.
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