Ho 5 cicatrici sul mio corpo, una sotto al mento, una sopra al gomito, una sul pettorale sinistro e una sullo sterno, e una sull'obliquo destro. Una sola mi fa male se la toccano. Una sola mi fa schifo se la guardo. Una sola, di tanto in tanto mi tira per ricordarmi che sta lì e che non la toglierò mai.
Stanotte ho portato a casa Alex, uno che conosco da un po', niente di più dei soliti saluti. C'ho fatto sesso e poi ci siamo addormentati. Mi sono svegliato dopo un'oretta, dimenticandomi che lui fosse lì, la sua voce mi ha spaventato e avrei voluto cacciarlo a pedate dal mio letto, dove gli uomini non si fermano a dormire se non sono i miei compagni. Perchè non mi piace dividere la notte con qualcuno che è servito solo a procurarmi piacere.
Perchè al risveglio vorrei gridare.
Stamattina l'ho fatto uscire presto, mi sono lavato e speravo come al solito che tutto andasse via, anche il ricordo di un'altra serata alla ricerca di qualcosa che nemmeno io so che forma ha.
Una volta ero diverso, è vero. Impaurito, fragile e pieno di sogni nel cassetto, mi dice poco fa Francesco. E io mi ricordo di me così. Poi aggiunge, ora sei diventato bello, sfacciato e quel che è peggio vacca.
E mi ha attraversato come un vetro, da parte a parte. Perchè è vero. Perchè le verità fanno male se dette da qualcuno che consideri amico.
Perchè io non so nemmeno oggi che cosa è giusto e che cosa no, perchè io non so se sono una brava persona.
Ieri ho pensato di essere stato un buon amico per Valeria, oggi a pranzo ho letto le parole che ha scritto di me Filippo e ho pensato di essere un buon amico anche per lui. Eppure stasera mi sembra di essere dieci metri sotto terra.
Odio Luca perchè sbaglia le parole, continuamente e mi fa male e odio me perchè glielo permetto.
Io stasera sono triste e nessuno lo capisce, nemmeno io.
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- Manuel
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