Sono in ufficio, fuori piove piano.
Provo a scrivere da qui, sperando che Pia non arrivi all'improvviso e mi costringa a chiudere questo post prematuramente.
Sono inquieto oggi, sono scosso da pensieri strani, non catalogabili, a tratti ho flash degli occhi di Massimiliano che mi sorridono quando entrambi ci sorprendiamo a sbirciarci durante un bacio. Ho nel cervello il profumo della sua pelle e le sue mani così grandi che mi stringevano la faccia. Poi ho la sensazione della frustrazione, di non riuscire a dargli piacere, dimenticandomi completamente del mio. Stasera esco a cena con amici, dovrei vedere Jimmy in seconda serata, ma no, non ne ho voglia, ce l'ho con lui. Per essere sparito, per aver aspettato che fossi io a cercarlo. Basta, non voglio più regalare sentimenti. Si devono guadagnare. Così come li guadagnerò io.
Ieri in palestra ho rivisto quel ragazzo che mi turba come fossi un adolescente. Bellissimo, giovane e con la faccia cattiva.Praticamente il mio sogno erotico fatto in carne e ossa. Ne scrivo qui per cercare di dare un tono più allegro a questo blog ma mi rendo conto di non esserne capace ora.
Mi sento poco attraente in questo periodo, non particolarmente in forma fisica, odio le mie cicatrici che invece di sgonfiarsi, diventano sempre più grosse, i miei capelli che non stanno mai a posto. Sabato c'è il white party e sarà come l'inferno...
martedì, settembre 25, 2007
domenica, settembre 23, 2007
Che cos'è l'amore? Io lo chiedo a te
Sono rientrato da Napoli. Casa è profumata e vuota, silenziosa. Non ci sono le urla e i rombi dei motorini fuori dalla mia finestra. Non c'è Massimiliano che gira per casa e mi bacia quando passiamo vicini.
Sono stati tre giorni veloci e trascorsi in modo sereno, tranne oggi. La partenza mi ha messo addosso una strana malinconia. Ho compreso, con amarezza, che nemmeno lui è quello giusto, non perchè sia io a volerlo, almeno non del tutto, ma perchè ho cercato qualcosa che è stato bello nella parentesi di Gallipoli, qualcosa che comunque aveva una scadenza. Quello che c'è stato in questo week end è stato una replica non riuscita, una ricerca affannata di uno stato che c'era e che non può esserci più.
Napoli è come nei film di Totò, rumorosa e volgare ma anche così viva e magica. I bambini che guidano i motorini, le ragazze truccatissime e vestite come fossero in un video. La visita alla reggia di Caserta è stata bellissima e quando meno me lo aspettavo ho visto una seconda stella cadente con lui accanto. Sembra che il cielo mi lanci segnali, che mi voglia far credere che dopotutto Massimiliano è così com'è e che qualche volta bisogna credere che le cose belle accadono e basta. Senza doverle comprendere o volere diverse.
Però oggi non ci credo più.
Non riesco a credere più che là fuori ci sia quello giusto per me, una volta ne ero certo, una volta ne avevo la ferma certezza. Ma no, oggi no, vedo accendersi anche la possibilità di non trovarlo mai, di dovermi accontentare di qualcosa che gli somigli almeno un po' e mi rendo conto di essere arrivato dove sono arrivati quelli che mi dicevano queste cose anni fa, quelli che guardavo e pensavo " io non sarò mai così ".
Sono arrabbiato o forse solo amareggiato, perchè nonostante abbia detto a tutti che partivo per questo viaggio senza alcuna aspettativa, al ritorno sull'aereo ho pianto. Perchè vorrei innamorarmi. Disperatamente. E' l'unica verità che ora conosco e anche questa volta, per una serie di motivi, non è quella giusta. Così esco da questo breve viaggio di finto amore, in cui vivo come fossi in una coppia, per ritrovarmi devastato, come una droga che ti porta in alto e ti riempie gli occhi per poi sbatterti il giorno dopo nel più atroce dei down. L'ennesimo uomo stupido e forse un po' stronzo di cui Manuel si innamora. Perchè sì, sono tutti così. E sì, io mi innamoro tutte le volte.
Sono stati tre giorni veloci e trascorsi in modo sereno, tranne oggi. La partenza mi ha messo addosso una strana malinconia. Ho compreso, con amarezza, che nemmeno lui è quello giusto, non perchè sia io a volerlo, almeno non del tutto, ma perchè ho cercato qualcosa che è stato bello nella parentesi di Gallipoli, qualcosa che comunque aveva una scadenza. Quello che c'è stato in questo week end è stato una replica non riuscita, una ricerca affannata di uno stato che c'era e che non può esserci più.
Napoli è come nei film di Totò, rumorosa e volgare ma anche così viva e magica. I bambini che guidano i motorini, le ragazze truccatissime e vestite come fossero in un video. La visita alla reggia di Caserta è stata bellissima e quando meno me lo aspettavo ho visto una seconda stella cadente con lui accanto. Sembra che il cielo mi lanci segnali, che mi voglia far credere che dopotutto Massimiliano è così com'è e che qualche volta bisogna credere che le cose belle accadono e basta. Senza doverle comprendere o volere diverse.
Però oggi non ci credo più.
Non riesco a credere più che là fuori ci sia quello giusto per me, una volta ne ero certo, una volta ne avevo la ferma certezza. Ma no, oggi no, vedo accendersi anche la possibilità di non trovarlo mai, di dovermi accontentare di qualcosa che gli somigli almeno un po' e mi rendo conto di essere arrivato dove sono arrivati quelli che mi dicevano queste cose anni fa, quelli che guardavo e pensavo " io non sarò mai così ".
Sono arrabbiato o forse solo amareggiato, perchè nonostante abbia detto a tutti che partivo per questo viaggio senza alcuna aspettativa, al ritorno sull'aereo ho pianto. Perchè vorrei innamorarmi. Disperatamente. E' l'unica verità che ora conosco e anche questa volta, per una serie di motivi, non è quella giusta. Così esco da questo breve viaggio di finto amore, in cui vivo come fossi in una coppia, per ritrovarmi devastato, come una droga che ti porta in alto e ti riempie gli occhi per poi sbatterti il giorno dopo nel più atroce dei down. L'ennesimo uomo stupido e forse un po' stronzo di cui Manuel si innamora. Perchè sì, sono tutti così. E sì, io mi innamoro tutte le volte.
giovedì, settembre 20, 2007
Io dico che è turchese..io dico che è verde..ma tu fai sempre così?
Solita ora e solito posto, qui, a scrivere di una serata col cielo terso e le stelle che brillano nel silenzio dell'autunno che spietato, si sta facendo strada.
Stasera è venuto qui Andrea, il mio Andrea con cui vado di solito al cinema, quello che mi piace da morire.
Mi ha chiamato alle sei e mezza dicendomi che avrebbe portato del gelato. Io ho sorriso e sono uscito a comprare del pane, la carne, l'insalata, la mozzarella. Volevo preparargli una cena semplice ma buona. Il risultato non è stato dei migliori ma c'ho provato.
Lui è entrato e ha guardato la mia casa, i colori scelti con Nico, i mille oggetti e ricordi di cose che abbiamo messo qua e là. Gli è piaciuta molto e continuava a sorridere, bello e lontano anni luce dall'immagine di cattivo che vuole dare a tutti i costi. Abbiamo cenato, le sue mani perfette, almeno per me, si muovevano veloci e io stavo a guardare, con quell'agitazione sottile di un primo appuntamento, ma allo stesso tempo completamente a mio agio perchè ormai non è uno sconosciuto. Abbiamo ricordato di quando siamo stati insieme in camera sua, quel pomeriggio di inizio settembre...era due anni fa. Lui è stato il primo dopo Doni.
L'ho ascoltato parlare, lui mi guardava curioso e si scusava perchè parlava tanto, forse era agitato anche lui. Non lo so.
Poi abbiamo guardato un film, sul mio letto e io sentivo il suo odore di bagno schiuma e avrei voluto passare le mia mani sulla sua faccia e nei suoi capelli appena lavati in palestra e non ingellati. Avrei voluto baciarlo, toccarlo, avrei voluto fare l'amore con lui.
In una dimensione come la mia odierna, dove sono una trottola tra il lavoro, i vari appuntamenti, le uscite con gli amci...lui è il ragazzo a cui penserò domani mattina al risveglio. Dopodomani sarò a Napoli e ne ho voglia, giuro, ma non so se avessi avuto l'opportunità di comprare il biglietto oggi, lo avrei fatto davvero. Non lo so.
Mi manca Nico, il mio migliore amico che mi suggerisce il meglio. Che mi conosce meglio di chiunque altro oggi, però mi ha chiamato mentre cucinavo, come se avesse sentito che pensavo a lui, come se avesse sentito che parlavo di lui con Andrea. L'ho sentito emozionato, vivo, carico di buoni propositi, e senza paura. Come spero che torni. Forse ci saranno nuovi mostri da combattere, ma so che ha fatto il pieno al cuore e all'anima.
Andrea stasera ha conosciuto una parte di me che non mostravo più, che non ho mostrato a nessun ragazzo da almeno un anno, e quello che è successo, quello che ci siamo detti, il modo in cui ci siamo guardati rimarrà nel turchese della mia stanza, che silenziosa ci ha riparati dal freddo e dal mondo.
Stasera è venuto qui Andrea, il mio Andrea con cui vado di solito al cinema, quello che mi piace da morire.
Mi ha chiamato alle sei e mezza dicendomi che avrebbe portato del gelato. Io ho sorriso e sono uscito a comprare del pane, la carne, l'insalata, la mozzarella. Volevo preparargli una cena semplice ma buona. Il risultato non è stato dei migliori ma c'ho provato.
Lui è entrato e ha guardato la mia casa, i colori scelti con Nico, i mille oggetti e ricordi di cose che abbiamo messo qua e là. Gli è piaciuta molto e continuava a sorridere, bello e lontano anni luce dall'immagine di cattivo che vuole dare a tutti i costi. Abbiamo cenato, le sue mani perfette, almeno per me, si muovevano veloci e io stavo a guardare, con quell'agitazione sottile di un primo appuntamento, ma allo stesso tempo completamente a mio agio perchè ormai non è uno sconosciuto. Abbiamo ricordato di quando siamo stati insieme in camera sua, quel pomeriggio di inizio settembre...era due anni fa. Lui è stato il primo dopo Doni.
L'ho ascoltato parlare, lui mi guardava curioso e si scusava perchè parlava tanto, forse era agitato anche lui. Non lo so.
Poi abbiamo guardato un film, sul mio letto e io sentivo il suo odore di bagno schiuma e avrei voluto passare le mia mani sulla sua faccia e nei suoi capelli appena lavati in palestra e non ingellati. Avrei voluto baciarlo, toccarlo, avrei voluto fare l'amore con lui.
In una dimensione come la mia odierna, dove sono una trottola tra il lavoro, i vari appuntamenti, le uscite con gli amci...lui è il ragazzo a cui penserò domani mattina al risveglio. Dopodomani sarò a Napoli e ne ho voglia, giuro, ma non so se avessi avuto l'opportunità di comprare il biglietto oggi, lo avrei fatto davvero. Non lo so.
Mi manca Nico, il mio migliore amico che mi suggerisce il meglio. Che mi conosce meglio di chiunque altro oggi, però mi ha chiamato mentre cucinavo, come se avesse sentito che pensavo a lui, come se avesse sentito che parlavo di lui con Andrea. L'ho sentito emozionato, vivo, carico di buoni propositi, e senza paura. Come spero che torni. Forse ci saranno nuovi mostri da combattere, ma so che ha fatto il pieno al cuore e all'anima.
Andrea stasera ha conosciuto una parte di me che non mostravo più, che non ho mostrato a nessun ragazzo da almeno un anno, e quello che è successo, quello che ci siamo detti, il modo in cui ci siamo guardati rimarrà nel turchese della mia stanza, che silenziosa ci ha riparati dal freddo e dal mondo.
lunedì, settembre 17, 2007
PS: io amo Viola
Sono appena rientrato dalla solita serata al Borgo...con i miei amici, che mi sono tutti intorno e che ognuno porta avanti la sua storia, chi solitaria chi di coppia.
Mi sono trovato a pensare all'effetto che fa vedere una persona che era la mia famiLia, quella che ti costruisci con gli affetti che incontri per strada, e vedi qualcuno che si svegliava nella tua casa ogni domenica, improvvisamente accanto ad un altro. Magari un semplice amico, però il primo pensiero va verso una nuova ipotetica relazione, e ti accorgi di come in fondo è così che funziona la vita. Ci si tiene per mano per un po' e poi si incontra qualcun'altro, che ti accompagna dove forse la persona precedente non ti avrebbe mai portato.
Ho rivisto Davide, con il solito sguardo silenzioso e imbronciato, è bello, come forse non mi è più piaciuto nessuno dopo, però poi penso ad Andrea accanto a me stasera, mi tirava a sè e mi sorrideva tanto. Non voglio fare lo stesso errore che ho fatto con Giuseppe, ma allo stesso tempo non voglio chiudere nessuna porta. Sembrerà cinico e brutto da scrivere o pensare, ma dovrà passare un periodo di prova.
Avevo voglia di vederlo, ma non mi batteva forte il cuore.
Non voglio lasciarmi andare nelle braccia dell'affetto, accontentandomi di quello come ho fatto con la mia ultima relazione. Non me lo posso permettere più. O bianco o nero, dentro o fuori.
Devo andare a letto, ma stasera potrei scrivere per ore. A Milano piove di una pioggia sottile tipica di questa città incazzata e malinconica.
Penso a Nico, che mi manca tanto e che non ho sentito oggi che è stato a Gerusalemme. So che sta facendo un grande lavoro su se stesso e io mi sento orgoglioso , perchè ha affrontato un momento difficile.
Buona notte Nicolò, sotto qualsiasi cielo tu sia in questo momento.
PS: Io amo Viola
Mi sono trovato a pensare all'effetto che fa vedere una persona che era la mia famiLia, quella che ti costruisci con gli affetti che incontri per strada, e vedi qualcuno che si svegliava nella tua casa ogni domenica, improvvisamente accanto ad un altro. Magari un semplice amico, però il primo pensiero va verso una nuova ipotetica relazione, e ti accorgi di come in fondo è così che funziona la vita. Ci si tiene per mano per un po' e poi si incontra qualcun'altro, che ti accompagna dove forse la persona precedente non ti avrebbe mai portato.
Ho rivisto Davide, con il solito sguardo silenzioso e imbronciato, è bello, come forse non mi è più piaciuto nessuno dopo, però poi penso ad Andrea accanto a me stasera, mi tirava a sè e mi sorrideva tanto. Non voglio fare lo stesso errore che ho fatto con Giuseppe, ma allo stesso tempo non voglio chiudere nessuna porta. Sembrerà cinico e brutto da scrivere o pensare, ma dovrà passare un periodo di prova.
Avevo voglia di vederlo, ma non mi batteva forte il cuore.
Non voglio lasciarmi andare nelle braccia dell'affetto, accontentandomi di quello come ho fatto con la mia ultima relazione. Non me lo posso permettere più. O bianco o nero, dentro o fuori.
Devo andare a letto, ma stasera potrei scrivere per ore. A Milano piove di una pioggia sottile tipica di questa città incazzata e malinconica.
Penso a Nico, che mi manca tanto e che non ho sentito oggi che è stato a Gerusalemme. So che sta facendo un grande lavoro su se stesso e io mi sento orgoglioso , perchè ha affrontato un momento difficile.
Buona notte Nicolò, sotto qualsiasi cielo tu sia in questo momento.
PS: Io amo Viola
domenica, settembre 16, 2007
A che cosa serve?
Quando l'amore brucia l'anima, dove vanno le ceneri? Quando ci innamoriamo ancora, da dove nasce quell'amore? Perchè prima si credeva tutto spento e invece...
Io ho amato tanto, ho sofferto e ho sperato che dopo tutto quello giusto, quello che immaginavo al mio fianco si presentasse con gli occhi limpidi.
Una settimana fa ho conosciuto Andrea e ci sono uscito a bere un drink, stasera siamo stati al cinema e poi a bere ancora... abbiamo parlato e lui, rispetto ad Alessandro è stato una passeggiata in macchina su una strada tutta dritta, che costeggia un bel mare con il sole che si specchia dentro.
Però ad un certo punto, lui mi ha toccato una spalla e io ho sentito un brivido..
Sono stufo sai, di tante cose sbagliate e ho voglia di una vita bella e nuova. Io credo e ho sempre creduto, che la chiave della felicità ce l'abbiamo sempre in tasca, bisogna solo saperla prendere al momento giusto.
Ho bisogno di un amore nuovo, di un uomo che mi tenga per mano e che non abbia paura di quello che ci può succedere.
Il prossimo week end sarò a Napoli da Massimiliano e forse ora non mi sembra più tanto giusto andarci...però ho voglia di rivederlo davvero.
Ho voglia di un uomo che mi ami.
Vorrei che i miei amici trovassero pace, Nicolò, Nick...vorrei che i loro cuori siano sereni.
In una notte di fine estate ho sentito che si può ancora provare, ho capito che la vita è fatta per essere felice, adesso.
Io ho amato tanto, ho sofferto e ho sperato che dopo tutto quello giusto, quello che immaginavo al mio fianco si presentasse con gli occhi limpidi.
Una settimana fa ho conosciuto Andrea e ci sono uscito a bere un drink, stasera siamo stati al cinema e poi a bere ancora... abbiamo parlato e lui, rispetto ad Alessandro è stato una passeggiata in macchina su una strada tutta dritta, che costeggia un bel mare con il sole che si specchia dentro.
Però ad un certo punto, lui mi ha toccato una spalla e io ho sentito un brivido..
Sono stufo sai, di tante cose sbagliate e ho voglia di una vita bella e nuova. Io credo e ho sempre creduto, che la chiave della felicità ce l'abbiamo sempre in tasca, bisogna solo saperla prendere al momento giusto.
Ho bisogno di un amore nuovo, di un uomo che mi tenga per mano e che non abbia paura di quello che ci può succedere.
Il prossimo week end sarò a Napoli da Massimiliano e forse ora non mi sembra più tanto giusto andarci...però ho voglia di rivederlo davvero.
Ho voglia di un uomo che mi ami.
Vorrei che i miei amici trovassero pace, Nicolò, Nick...vorrei che i loro cuori siano sereni.
In una notte di fine estate ho sentito che si può ancora provare, ho capito che la vita è fatta per essere felice, adesso.
sabato, settembre 15, 2007
Love Is a Losing Game
Oggi sono andato a pranzo con Alessandro, probabilmente ( sulla carta ) l'uomo della mia vita.
Più grande di me, quel piglio sicuro e pratico. Mani grosse e unghie mangiate, occhi neri e attenti, a tratti severi.
Ho sbagliato tutto, la postura, le parole, le azioni, l'abbilgiamento, l'approccio e so che non posso tornare indietro. Mi sono ritrovato bambino, come ogni volta che qualcuno mi piace, mi piace tanto.
Abbiamo mangiato pizza, chiacchierato e camminato. Tutta la sicurezza che credevo d'avere non c'era, tutte le parole che pensavo di dire quando le cercavo non arrivavano.
Forse ho sprecato un'occasione e me ne dispiace, perchè così funziona. Ti cerco, ti trovo, ti studio e hai quei 15 minuti per giocarti lo sguardo giusto, devi essere sfacciato ma non troppo, facile ma non scontato, acuto ma non presuntuoso....e in questa corsa agli ostacoli io mi sono perso o forse ho semplicemente inciampato.
Più grande di me, quel piglio sicuro e pratico. Mani grosse e unghie mangiate, occhi neri e attenti, a tratti severi.
Ho sbagliato tutto, la postura, le parole, le azioni, l'abbilgiamento, l'approccio e so che non posso tornare indietro. Mi sono ritrovato bambino, come ogni volta che qualcuno mi piace, mi piace tanto.
Abbiamo mangiato pizza, chiacchierato e camminato. Tutta la sicurezza che credevo d'avere non c'era, tutte le parole che pensavo di dire quando le cercavo non arrivavano.
Forse ho sprecato un'occasione e me ne dispiace, perchè così funziona. Ti cerco, ti trovo, ti studio e hai quei 15 minuti per giocarti lo sguardo giusto, devi essere sfacciato ma non troppo, facile ma non scontato, acuto ma non presuntuoso....e in questa corsa agli ostacoli io mi sono perso o forse ho semplicemente inciampato.
domenica, settembre 09, 2007
All' ultimo respiro
Ho appena finito di vedere questo film.
L'amore sbagliato che brucia l'anima e spinge forte nelle vene.
sabato, settembre 08, 2007
Io vorrei una sigaretta adesso.
Ho 5 cicatrici sul mio corpo, una sotto al mento, una sopra al gomito, una sul pettorale sinistro e una sullo sterno, e una sull'obliquo destro. Una sola mi fa male se la toccano. Una sola mi fa schifo se la guardo. Una sola, di tanto in tanto mi tira per ricordarmi che sta lì e che non la toglierò mai.
Stanotte ho portato a casa Alex, uno che conosco da un po', niente di più dei soliti saluti. C'ho fatto sesso e poi ci siamo addormentati. Mi sono svegliato dopo un'oretta, dimenticandomi che lui fosse lì, la sua voce mi ha spaventato e avrei voluto cacciarlo a pedate dal mio letto, dove gli uomini non si fermano a dormire se non sono i miei compagni. Perchè non mi piace dividere la notte con qualcuno che è servito solo a procurarmi piacere.
Perchè al risveglio vorrei gridare.
Stamattina l'ho fatto uscire presto, mi sono lavato e speravo come al solito che tutto andasse via, anche il ricordo di un'altra serata alla ricerca di qualcosa che nemmeno io so che forma ha.
Una volta ero diverso, è vero. Impaurito, fragile e pieno di sogni nel cassetto, mi dice poco fa Francesco. E io mi ricordo di me così. Poi aggiunge, ora sei diventato bello, sfacciato e quel che è peggio vacca.
E mi ha attraversato come un vetro, da parte a parte. Perchè è vero. Perchè le verità fanno male se dette da qualcuno che consideri amico.
Perchè io non so nemmeno oggi che cosa è giusto e che cosa no, perchè io non so se sono una brava persona.
Ieri ho pensato di essere stato un buon amico per Valeria, oggi a pranzo ho letto le parole che ha scritto di me Filippo e ho pensato di essere un buon amico anche per lui. Eppure stasera mi sembra di essere dieci metri sotto terra.
Odio Luca perchè sbaglia le parole, continuamente e mi fa male e odio me perchè glielo permetto.
Io stasera sono triste e nessuno lo capisce, nemmeno io.
Stanotte ho portato a casa Alex, uno che conosco da un po', niente di più dei soliti saluti. C'ho fatto sesso e poi ci siamo addormentati. Mi sono svegliato dopo un'oretta, dimenticandomi che lui fosse lì, la sua voce mi ha spaventato e avrei voluto cacciarlo a pedate dal mio letto, dove gli uomini non si fermano a dormire se non sono i miei compagni. Perchè non mi piace dividere la notte con qualcuno che è servito solo a procurarmi piacere.
Perchè al risveglio vorrei gridare.
Stamattina l'ho fatto uscire presto, mi sono lavato e speravo come al solito che tutto andasse via, anche il ricordo di un'altra serata alla ricerca di qualcosa che nemmeno io so che forma ha.
Una volta ero diverso, è vero. Impaurito, fragile e pieno di sogni nel cassetto, mi dice poco fa Francesco. E io mi ricordo di me così. Poi aggiunge, ora sei diventato bello, sfacciato e quel che è peggio vacca.
E mi ha attraversato come un vetro, da parte a parte. Perchè è vero. Perchè le verità fanno male se dette da qualcuno che consideri amico.
Perchè io non so nemmeno oggi che cosa è giusto e che cosa no, perchè io non so se sono una brava persona.
Ieri ho pensato di essere stato un buon amico per Valeria, oggi a pranzo ho letto le parole che ha scritto di me Filippo e ho pensato di essere un buon amico anche per lui. Eppure stasera mi sembra di essere dieci metri sotto terra.
Odio Luca perchè sbaglia le parole, continuamente e mi fa male e odio me perchè glielo permetto.
Io stasera sono triste e nessuno lo capisce, nemmeno io.
giovedì, settembre 06, 2007
Tu sei lì che guardi me, da quella foto al mare
Quand'è stata l'ultima volta che hai amato?
Io non riesco a rispondere subito e penso e torno indietro col pensiero.
Rispondo nel 2005. L'americano è stato l'ultimo che ho amato da stare male, da sentire il cuore esplodere.
Tutti quelli che sono venuti dopo sono state solo piccole febbri che passano in fretta e lasciano solo il ricordo di qualcosa che sembrava, ma non era.
Ho riparlato con Andrea, il ragazzo lontano, e mi ha fatto questa domanda. Abbiamo parlato e mi ha chiesto una promessa. L'ho fatta e la manterrò.
Sto pensando all'uomo che ho baciato la sera della stella cadente. Oggi mi ha chiamato mentre uscivo dall'ufficio e quando ho messo giù, avevo il suono della sua risata che rimbalzava da un'angolo all'altro della testa, e mi sono sentito felice. Ero felice di averlo sentito.
Io non lo so sai, cosa sia più giusto per me oggi, cosa ci sia di sbagliato nel credere a quello che ti dice il cuore, sempre, come faccio io.
Ho ripensato a quando mi sono d'improvviso trovato solo, senza più compagno e mi sono ricordato di non aver avuto paura di ritrovarmi solo con me stesso, ho sempre avuto la presunzione di cavarmela con me stesso e chi lo sa, forse il tempo mi darà ragione. Ma io non sono fatto per stare senza compagno. Ho bisogno dello scambio e mi manca tanto, ho paura di diventare arido e sterile di cuore, di diventare cinico e incredulo all'amore, di pensare al male prima che al bene, di vedere nero dove c'è un arcobaleno di colori.
Camminiamo in questo boulevard of broken hearts, io e Nico, gli tengo la mano per un po', anche se ce la fa benissimo anche senza di me.
Io non riesco a rispondere subito e penso e torno indietro col pensiero.
Rispondo nel 2005. L'americano è stato l'ultimo che ho amato da stare male, da sentire il cuore esplodere.
Tutti quelli che sono venuti dopo sono state solo piccole febbri che passano in fretta e lasciano solo il ricordo di qualcosa che sembrava, ma non era.
Ho riparlato con Andrea, il ragazzo lontano, e mi ha fatto questa domanda. Abbiamo parlato e mi ha chiesto una promessa. L'ho fatta e la manterrò.
Sto pensando all'uomo che ho baciato la sera della stella cadente. Oggi mi ha chiamato mentre uscivo dall'ufficio e quando ho messo giù, avevo il suono della sua risata che rimbalzava da un'angolo all'altro della testa, e mi sono sentito felice. Ero felice di averlo sentito.
Io non lo so sai, cosa sia più giusto per me oggi, cosa ci sia di sbagliato nel credere a quello che ti dice il cuore, sempre, come faccio io.
Ho ripensato a quando mi sono d'improvviso trovato solo, senza più compagno e mi sono ricordato di non aver avuto paura di ritrovarmi solo con me stesso, ho sempre avuto la presunzione di cavarmela con me stesso e chi lo sa, forse il tempo mi darà ragione. Ma io non sono fatto per stare senza compagno. Ho bisogno dello scambio e mi manca tanto, ho paura di diventare arido e sterile di cuore, di diventare cinico e incredulo all'amore, di pensare al male prima che al bene, di vedere nero dove c'è un arcobaleno di colori.
Camminiamo in questo boulevard of broken hearts, io e Nico, gli tengo la mano per un po', anche se ce la fa benissimo anche senza di me.
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